Appello a Mattarella e al premier «Non fermate la ricostruzione»

Biondi ha consegnato il documento sottoscritto da 56 sindaci del cratere sismico e da Marsilio «Mettiamo le mani avanti, servono altri 4 miliardi e non voglio incatenarmi per avere i finanziamenti»
L’AQUILA. Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ha consegnato ieri mattina anche nelle mani del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una stanza attigua all’Aula magna dell’Università di Teramo, dove era in corso l’inaugurazione dell’Anno accademico al quale ha presenziato il capo dello Stato, l’appello suo e di altri 56 sindaci dei Comuni del cratere sismico diretto al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. L’appello «Non fermate la ricostruzione» è stato firmato anche dal presidente della Regione Marco Marsilio e dai presidenti delle Province dell’Aquila, Angelo Caruso, Pescara, Antonio Zaffiri, e Teramo, Diego Di Bonaventura. Un appello affinché il governo si faccia carico di rifinanziare, per 4 miliardi, la ricostruzione sismica 2009.
LA POLEMICA. Un appello e un allarme che, secondo il consigliere comunale di opposizione Paolo Romano, da poco passato al movimento di Renzi, Italia Viva, sarebbero privi di consistenza. «È del tutto lecito chiedere i fondi per completare la ricostruzione dei territori colpiti dal sisma 2009», sostiene Romano, «ma ad oggi non capisco quale siano i dati a disposizione che hanno portato Biondi a dichiarare, con matematica sicurezza, che nel 2020 gli stessi termineranno. Né tantomeno, cosa lo induca a pensare che la rinascita del capoluogo e dei comuni del cratere possa essere derubricata dall’attuale governo all’archivio dei “processi conclusi”». Romano sostiene che ci sono «un miliardo e 300 milioni di euro ancora a disposizione per il 2020».
LA REPLICA. Pronta la replica di Biondi: «Romano non capisce la differenza tra “competenze” e “cassa”, “annualità” e “stanziamenti” e il termine “programmazione”», sottolinea il primo cittadino dell’Aquila. «Le risorse residue è normale che ci siano (il miliardo e 300 milioni, ndr), visto che per il 2020 è ancora tutto da vedere. Nel nostro appello si chiede un ulteriore strumento dal 2021, per coprire il fabbisogno per concludere la ricostruzione. E questo non lo dico io, ma lo dicono gli Uffici speciali, che sono strutture governative», precisa Biondi, «quindi è lo Stato che lo dice a se stesso. E per l’esattezza tali Uffici hanno detto che occorrono altri 4 miliardi di euro».
LE MANI AVANTI. «Con questo appello vogliamo mettere le mani avanti», sottolinea Biondi, «perché nel 2021 sarò vicino alla scadenza del mandato e abbiamo voluto sensibilizzare il governo, visto che sappiamo come vanno queste cose in Parlamento. Non vorrei, negli ultimi mesi di mandato, passare per paladino nazionale perché devo incatenarmi a Roma per ottenere quello che oggi si può e si deve avere per legge dello Stato. La polemica politica dovrebbe arrestarsi», conclude il sindaco Biondi, «di fronte all’interesse della comunità. Nell’appello, diretto al premier Conte, ci sono le firme anche di sindaci di sinistra, di liste civiche o apartitiche». QUAGLIARIELLO. Sull’argomento è intervenuto anche il senatore Gaetano Quagliariello, che ha garantito il suo apporto in parlamento a sostegno dell’appello di Biondi e degli altri sindaci. «Aderisco convintamente all’appello promosso dal sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e consegnato al presidente Mattarella, e mi farò parte attiva in parlamento affinché l’Italia non dimentichi la scommessa aquilana sottoscritta 11 anni fa sotto gli occhi del mondo intero», dichiara il senatore Quagliariello, eletto per il centrodestra nel collegio L’Aquila-Teramo.
ESEMPIO VIRTUOSO. «La gestione dell’emergenza e della ricostruzione del 2009, anche alla luce delle esperienze successive», aggiunge, «è un esempio virtuoso, che ha coinvolto tutti gli italiani dal punto di vista emotivo e anche economico per gli investimenti fin qui compiuti. Perdere questo patrimonio a pochi metri dal traguardo, per una cifra relativamente modesta rispetto alle risorse già impiegate (18 miliardi di euro) sarebbe, ancor più che uno spreco, un delitto a danno di tutta la nazione e non solo dell’Aquila. Siamo sicuri che Mattarella non lascerà che l’appello cada nel vuoto».
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