Appello albergatori: sul Gran Sasso subito la neve artificiale

8 Gennaio 2020

L’hotel Fiordigigli ha chiuso in attesa di tempi migliori In crisi anche le altre strutture ricettive della montagna

L’AQUILA. L'ultimo cliente ha lasciato la stanza due giorni fa. E da ieri l'hotel Fiordigigli, alla Villetta, ha momentaneamente sospeso l'attività, in attesa della neve e di turisti.
Il Cristallo, poco distante, è chiuso ormai da tempo. La situazione è al limite per tutte le strutture ricettive del Gran Sasso: il Nido dell'Aquila, l'hotel La Villetta, il Jumpy di Assergi. «Una stagione nera come non mai, altro che bianco Natale», dicono gli operatori, che denunciano un calo di presenze «tra il 60 e il 70 per cento», secondo le prime stime.
Gli operatori del settore chiedono interventi urgenti al Comune e al Centro turistico Gran Sasso.
«Anche a Campo Imperatore deve essere realizzato immediatamente un impianto di innevamento programmato, che non comporta alcun problema di impatto ambientale, in quanto fa uso di sola acqua che viene trasformata in neve, senza agenti chimici», spiega Ada Fiordigigli, titolare dell'omonimo albergo alla base della funivia.
Fiordigigli parla di «situazione drammatica» e di «una cinquantina di posti di lavoro a rischio, tra tutti gli alberghi della zona».
A preoccupare, oltre all'aspetto occupazionale, è il futuro di queste strutture: «Alla Villetta, questa mattina (ieri per chi legge), c'era il deserto totale», dice Fiordigigli, «non c’era neppure l’ombra di un turista. In genere, dopo le feste natalizie, si verifica un calo fisiologico delle prenotazioni, ma quest'anno abbiamo toccato il fondo, con una flessione di presenze mai registrata prima».
Gli albergatori rivolgono l'invito all'amministrazione comunale «ad attivare subito un tavolo di confronto con gli operatori del settore e l'Associazione Save Gran Sasso, per programmare misure urgenti. La prima», affermano, «è la realizzazione immediata di un impianto di innevamento programmato, come a Roccaraso, a Campo Felice dove, il 5 gennaio scorso, hanno staccato 14 mila biglietti. Se la montagna la strutturi e offri servizi adeguati, funziona», commenta Ada Fiordigigli, «mesi fa abbiamo chiesto un appuntamento al sindaco Pierluigi Biondi, ma non abbiamo ricevuto risposta. È urgente sedersi intorno ad un tavolo per affrontare la questione Gran Sasso o il prossimo anno ci ritroveremo nelle medesime condizioni, con rischi enormi per le nostre strutture, per l’occupazione e per il turismo».
Non basta parlare di turismo, ma bisogna anche operare concretamente, dicono gli operatori. «Stiamo facendo il possibile per tenere aperti gli hotel, ma così non si può lavorare», conclude Fiordigigli.
Il problema viene da lontano, ricordano gli albergatori del Gran Sasso, che rivendicano attenzione da parte del Comune. «A Campo Imperatore ci sono solo due piste praticabili», incalza Fiordigigli, «è chiaro che senza neve e in queste condizioni i turisti scelgono altre destinazioni. Da questo sindaco mi aspettavo azioni concrete, visto che in campagna elettorale aveva firmato la “Carta del Gran Sasso”, che prevedeva il rilancio della montagna. Ma rispetto al passato, non è cambiato nulla. Semmai la situazione è peggiorata. Il Comune ci ha voltato le spalle, lasciandoci soli. E le prenotazioni sono scese ai minimi storici».
©RIPRODUZIONE RISERVATA