Appello della Cisl per i 300 precari in carico all’Asl

Il sindacalista Giorgi chiama in causa manager e Regione «Si naviga a vista e il servizio non è soddisfacente»
L’AQUILA. «Chiediamo al direttore generale Rinaldo Tordera che cosa intende fare degli oltre 300 precari, di tutte le figure professionali, che operano nell’Asl provinciale dell’Aquila. A questi lavoratori vengono proposti rinnovi di qualche mese, anche di un solo mese, quindi senza nessuna prospettiva di stabilizzazione».
A suonare la carica sul delicato e attuale tema del personale è il coordinatore provinciale della Cisl sanità, Gianfranco Giorgi, da decenni sindacalista nel comparto. Nell’Azienda sanitaria provinciale lavorano circa 4mila persone.
«I sindacati, nelle passate settimane», dice Giorgi, «hanno incontrato l’assessore regionale Silvio Paolucci che si era detto disponibile a trovare una soluzione chiedendo al manager di reperire parte della somma di circa tre milioni indicando al manager anche il capitolo di spesa nel quale fare le economie. Da allora non si è saputo più nulla. Nel frattempo, la situazione complessiva sul personale è sempre più preoccupante: medici, paramedici e amministrativi sono costretti a turni massacranti e a piani ferie difficili da portare avanti anche con disparità di trattamento tra i vari territori della nostra Asl. Ci sono carenze ovunque e non si hanno a mente le vere necessità di lavoratori e pazienti».
Giorgi denuncia il fatto che «per far godere le ferie ai dipendenti dell’Asl si assumono circa 70 persone, è un’assoluta anomalia che fa capire come si navighi a vista, confusamente e senza strategia, a discapito dei servizi offerti ai cittadini». Per fotografare «ancora meglio la situazione», il sindacalista sottolinea che «nell’Asl ci sono 400 posti mancati rispetto a una pianta organica regolarmente approvata dalla Regione, quindi in vigore».
«In tale contesto», spiega ancora il sindacalista della Cisl, «nessuno è tranquillo e sereno sul lavoro in un comparto vitale per i cittadini con la conseguenza che il livello dei servizi si abbassa».
Oltre che sul manager Tordera, Giorgi punta il dito anche sulla Regione «che ha la responsabilità di lasciare correre non intervenendo. Forse predilige altre Asl che hanno maggiori attenzioni, risorse e mezzi. Basta vedere le autorizzazioni ai concorsi date ad altre aziende ma non all’Aquila». «C’è forse un disegno di ridimensionamento per risolvere la questione dell’ospedale di secondo livello?», si chiede Giorgi, che cita a tale proposito «la fuga dei professionisti come quella del neurochirurgo Galzio». Giorgi fa anche l’esempio dei nuovi medici assegnati al pronto soccorso di Sulmona, Avezzano e Castel di Sangro e non dell’Aquila, «dove c’è una grave carenza». «La confusione», conclude, «viene generata, tra le altre cose, a causa della mancanza di un indirizzo generale per l’ordinario e lo straordinario e quest’assenza di gestione da parte dei vertici fa sì che ogni capo dipartimento faccia una politica a parte».(e.n.)
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