Appello di 35 sindaci: «Tamponi obbligatori ai sanitari»

28 Marzo 2020

L’AQUILA. In 35 hanno scritto al manager Asl, Roberto Testa, per chiedere l’estensione dei tamponi obbligatori a tutti gli operatori sanitari e al personale dei servizi essenziali a contatto con il...

L’AQUILA. In 35 hanno scritto al manager Asl, Roberto Testa, per chiedere l’estensione dei tamponi obbligatori a tutti gli operatori sanitari e al personale dei servizi essenziali a contatto con il pubblico. A farsi sentire sono i sindaci dell’area aquilana e subequana, che hanno inoltrato la lettera, per conoscenza, anche al prefetto, Cinzia Torraco, al presidente della Regione, Marco Marsilio, e all’assessore regionale, Nicoletta Verì. Primo firmatario, a nome di tutti i Comuni che hanno aderito, il sindaco di Scoppito, Marco Giusti. «Nel sottolineare il grande sforzo che le istituzioni, e in particolare le strutture sanitarie, stanno sostenendo in questo difficile momento», si legge nella missiva, «sono convinto che il compito di noi sindaci sia quello di non lasciare nulla di intentato, nel rispetto delle competenze e dei ruoli di ciascuno dei soggetti coinvolti nella gestione di questa emergenza. L’obiettivo primario di tutti è di salvaguardare la salute e il futuro dei cittadini che rappresentiamo. È un compito che la legislazione e i princìpi giuridici assegnano ai sindaci in qualità di prima autorità sanitaria del territorio ma, soprattutto, è un impegno etico e morale come rappresentanti dell’intera comunità, in particolare di quella categoria di soggetti fragili, maggiormente esposti alle conseguenze dell’epidemia». A nome di tutti i sindaci Giusti chiede «con la forza conferita dai cittadini delle comunità rappresentate e nel principio di leale collaborazione tra amministrazioni, in maniera forte e decisa l’applicazione di alcune misure urgenti: l’esame del tampone Covid-19 a tutti gli operatori sanitari, il test a tutti gli addetti ai servizi essenziali in contatto con il pubblico, in particolare al personale dei supermercati e delle farmacie e il tampone anche per i soggetti incaricati, all’interno delle famiglie, di provvedere all’approvvigionamento dei beni di prima necessità e dei farmaci, almeno nelle aree ove si verificano contagi diffusi. Le dimensioni delle nostre comunità», conclude Giusti, «hanno caratteristiche da mettere in atto queste precauzioni che potrebbero evitare il diffondersi del virus e impedire l’aggravarsi della situazione. Lo sforzo», conclude, «pur se ingente, è minimo rispetto ai costi sociali dell’epidemia». (m.p.)
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