Appello di Confesercenti: no al lavoro agile da casa

7 Novembre 2020

SULMONA. La chiusura anticipata di bar, locali e ristoranti rischia di compromettere del tutto il tessuto produttivo già messo a dura prova dal lockdown dello scorso inverno e da una crisi ormai...

SULMONA. La chiusura anticipata di bar, locali e ristoranti rischia di compromettere del tutto il tessuto produttivo già messo a dura prova dal lockdown dello scorso inverno e da una crisi ormai strutturale. Per questo, la Confesercenti lancia l’allarme sul rischio perdita di 272 miliardi di consumi e invita tutti a una maggiore responsabilità per evitare il tracollo del Centro Abruzzo. L’appello, dunque, è anche ai cittadini, che vengono sollecitati ad acquistare nei negozi di vicinato e di quartiere, abbandonando gli acquisti online per ridare una boccata di ossigeno ai consumi.
«Occorre dire basta al lavoro a distanza, anche e soprattutto per permettere ai consumatori di poter entrare nei negozi per acquisti, pur rispettando il distanziamento sociale e tutti i protocolli di sicurezza», fanno notare i referenti Pietro Leonarduzzi e Angelo Pellegrino «se non ci sono persone che entrano nei locali, soprattutto a causa dello smart working, l’economia non si muove, anzi arretra con un danno elevatissimo per tutti. Bisogna evitare il deserto delle città, dei paesi e dei borghi, perché ciò azzererebbe la presenza degli esercizi di vicinato sul territorio e aggraverebbe ancor di più l’economia delle zone interne dell’Abruzzo». Per questo la Confesercenti ritiene necessario, oggi più che mai, «l’impegno di tutti, soprattutto delle istituzioni, per scongiurare il peggio, perché nei prossimi mesi sono in gioco 272 miliardi di consumi e la tenuta di migliaia di attività e posti di lavoro. Il governo, le Regioni e i Comuni debbono assicurare da subito aiuti certi, rapidi e adeguati alle imprese in difficoltà. La sicurezza pubblica è la priorità assoluta, ma nuove restrizioni rischiano di mettere definitivamente in crisi il sistema delle piccole e medie imprese».
La Confesercenti raccomanda alle amministrazioni di tutti i Comuni del Centro Abruzzo «di adottare provvedimenti di sicurezza chiari e sostenibili e offrire immediatamente un sostegno alle attività in difficoltà, senza i ritardi registrati dagli interventi precedenti, consentendo alle imprese di lavorare con le precauzioni necessarie».
La Confesercenti sottolinea, infine, che se le imprese entrano in difficoltà è tutto il Paese che va in tilt. «Pubblici esercizi, bar, ristoranti, pub, negozi, alberghi, così come parrucchieri e centri estetici sono attività che producono ricchezza e occupazione», concludono Leonarduzzi e Pellegrino, «migliorano la qualità della vita dei cittadini e rendono più sicure le nostre città e favoriscono anche la vita sociale, un valore per tutti: facciamo in modo che questo bene comune non venga disperso, facendo ognuno la nostra parte». (f.p.)
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