Appello di Mattarella per salvare la Sinfonica

5 Agosto 2015

Il presidente della Repubblica scrive a D’Alfonso: «Istituzione da tutelare» Domani la commissione regionale Bilancio darà la risposta definitiva sui fondi

L'AQUILA. Si tenta il tutto per tutto. L'ultimo concerto dell'Istituzione sinfonica abruzzese, domenica scorsa a piazza Santa Margherita, con la città che si è stretta attorno agli orchestrali, è stato un appello collettivo a salvare un pezzo importante della storia culturale abruzzese. Appello raccolto dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella, che ha inviato una lettera al presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, chiedendo riscontro «della forte preoccupazione circa il futuro dell'Isa».

Mentre gli aquilani si mobilitano, con una campagna a vasto raggio sui social network, l'Isa si ferma a tempo indeterminato. Niente più concerti, cancellate le esibizioni in programma, bloccata la programmazione. Dall'audizione di ieri, con i capigruppo della regione, è emersa la volontà di «trovare la strada per salvare l'Isa».

Promesse che vanno cocretizzate, subito. E messe nero su bianco. Decisivo il passaggio di domani in commissione Bilancio, quando si discueterà del finanziamento all'Isa. La Regione deve trovare subito 800mila euro, finanziamento relativo al 2014 e non erogato. Senza quei soldi non ci sarà possibilità di salvezza. Lo ha ribadito ieri, nell'audizione con i capigruppo, il segretario nazionale Slc- Cgil, Silvano Conti: «Abbiamo chiesto alla Regione di sbloccare subito il finanziamento di 800mila euro relativo alla scorso anno», afferma Conti, «soldi che concorreranno a mettere in equilibrio una situazione ormai pregiudicata. Un passaggio che consentirebbe all'Isa di ottenere quanto previsto annualmente dal Fondo unico per lo spettacolo, ovvero un milione e 400mila euro. Mentre è ancora tutto da costruire il percorso per i fondi relativi al 2015».

Ma l'attività dell'Isa resta ferma con i 50 orchestrali, altissime professionalità vincitrici di concorsi pubblici e con un ricco curriculum alle spalle, che da marzo non percepiscono lo stipendio. Per tutti il consiglio di amministrazione dell'Istituzione sinfonica abruzzese ha deliberato la “sosta stagionale”.

«Una posizione illegittima», la definisce Conti, spiegando come «tale istituto non figuri nel contratto nazionale di riferimento. L'Isa ha adottato una procedura unilaterale, che respingiamo con forza».

Da ieri gli orchestrali sono in assemblea permanente, in attesa che la Regione adotti un atto formale a salvaguardia di una delle istituzioni culturali più prestigiose dell'Abruzzo, inserita nel novero delle dodici orchestre italiane riconosciute dallo Stato. E come tali, finanziate dal Fondo unico per lo spettacolo.

«Stiamo lottando», conclude Conti, «perché la Regione mantenga aperto questo importante centro di produzione culturale».

Nessuna chiusura, da parte del sindacato e dei lavoratori, a «convergenze consortili con altre associazioni», a patto che «tale progettualità sia finalizzata al mantenimento dell'occupazione e alla prosecuzione dell'attività dell'Isa».

La parola passa, adesso, alla Regione. E al presidente, D'Alfonso, chiamato a rispondere al presidente della Repubblica.

Monica Pelliccione

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