Archeoclub e Fai: «Salvare lo storicoVillino Cimarosa»

L’immobile rischia di finire all’asta. Le associazioni: recupero e valorizzazione E l’ex sindaco De Angelis insiste: firmare la convenzione con Fondazione Carispaq
AVEZZANO. Al di là delle schermaglie politiche, qual è l’opinione delle associazioni di promozione culturale della città sulla messa all’asta del Villino Cimarosa? Per Laura Saladino, presidente dell’Archeoclub di Avezzano «a fronte di risorse economiche seppur limitate, il Comune invece di cedere spazi storici dovrebbe accaparrarseli e mettere a sistema tutti i luoghi di interesse per cercare di rilanciare Avezzano anche come polo culturale e non solo dal punto di vista industriale e agricolo».
Nei giorni scorsi, il Comune di Avezzano ha infatti chiesto alla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per l’Abruzzo il rinnovo dell’autorizzazione all’alienazione del bene vincolato, necessario per dare il via alle procedure nell’intento di coinvolgere nell’intervento di restauro conservativo altri attori come Fondazioni, Onlus o soggetti privati attraverso un’asta pubblica in assenza di fondi propri per il recupero. «Indubbiamente, come tutti i beni di una certa rilevanza andrebbe preservato», prosegue Saladino, «anche perché ad Avezzano non abbiamo tanti edifici che brillano per bellezza architettonica e per una certa storia. E per farlo è chiaro che ci vuole volontà politica. Il Villino Cimarosa potrebbe essere utilizzato come spazio culturale per mostre, accanto al castello o al teatro che hanno altre funzioni, e inserito in un più ampio progetto unitario e culturale».
Dello stesso parere anche la capo delegazione del Fai Marsica, Maria Cristina Pace. «Spero ci ripensino e si possa trovare una soluzione diversa per il recupero dell’edificio, ad esempio intercettando fondi come è stato fatto per Palazzo Torlonia con il finanziamento del Masterplan», sottolinea Pace, «ad Avezzano non abbiamo molti edifici di un certo pregio, quindi il Villino Cimarosa andrebbe inserito in un piano di recupero per contribuire alla valorizzazione della città».
L’annuncio dell’amministrazione sulle sorti dello storico immobile ha innescato una polemica politica. Nel botta e risposta anche l’ex sindaco, Gabriele De Angelis, ha voluto replicare al consigliere Alfredo Chiantini: «La decisione della messa in vendita del Villino Cimarosa venne adottata dalla prima amministrazione Di Pangrazio, ma non venne eseguita. Quando ero sindaco trovai, appunto, la soluzione migliore, diversa dalla vendita: la sovvenzione della Fondazione Carispaq che permetteva alla città di mantenere la proprietà del bene e di restaurarlo senza spese per la collettività. Perché, torno a chiedere, l’amministrazione di Pangrazio bis non firma la convenzione da me proposta e preferisce mettere all’asta un bene storico?». (f.d.m.)
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