Archeologia e verde Svelato il progetto per Porta Barete

4 Agosto 2020

L’ingresso Ovest della città sarà rivoluzionato dall’opera Si punta a recuperare il rapporto tra le mura e il contesto

L’AQUILA. Un progetto destinato a cambiare – comunque la si pensi – uno degli ingressi alla città. Parliamo di Porta Barete e dell’idea progettuale risultata vincitrice del concorso indetto dal Comune dell’Aquila. “L’architettura del progetto primo classificato”, scrivono i commissari nelle motivazioni, “presenta uno sviluppo molto buono per qualità, originalità, chiarezza e coerenza rispetto alle esigenze espresse dalla stazione appaltante (il Comune dell’Aquila, ndr). Bene anche l’attenzione posta all’inserimento della proposta nel contesto urbano specie con le sue preesistenze storiche (mura urbiche) di cui propone una convincente rilettura ispirata al principio della reversibilità e della distinguibilità dell’intervento estesa quanto basta per proporne una ricucitura integrale. La complessità funzionale e del disegno di alcune porzioni dello spazio pubblico interne alle mura appare poco coerente con il concept di progetto anche se ricca di sollecitazioni aperte all’uso collettivo degli spazi volto a rafforzare l’apertura alla dimensione sociale del progetto stesso. Le soluzioni tecnologiche sono adeguate e coerenti con lo sviluppo della cifra formale proposta e orientate all’innovazione. Buona la sostenibilità tecnico economica della proposta”. Vediamo ora qualche dettaglio del progetto vincitore.
OBIETTIVI. Uno degli obiettivi di chi lo ha realizzato “riguarda la ridefinizione dell’immagine della città storica tramite il recupero del tradizionale rapporto tra cinta muraria e aree circostanti. Quindi in concreto affiancare al restauro e alla riqualificazione delle strutture murarie fortificate la realizzazione di un anello di verde pubblico attrezzato lungo il pomerio (percorsi pedonali, risalite, belvedere, modeste strutture di servizio) a seguire e sottolineare l’andamento delle mura urbiche valorizzandole”.
RIMOZIONI. L’intervento fondamentale “che il progetto unitario Santa Croce-Porta Barete propone sono le rimozioni del terrapieno di via Roma, dell’arco di Santa Croce e del sottopasso di via Vicentini, con conseguente sistemazione degli spazi risultanti a uso pubblico. Unitamente viene suggerita la individuazione di soluzioni volte a restituire il segno architettonico della preesistente porzione di cinta muraria, oggi perduta, tra Porta Barete e la ripresa su via XXV Aprile, anche ricorrendo a materiali e tecnologie innovative. Per la porzione interna alle mura gli obiettivi sono: valorizzazione dell’area dei ritrovamenti archeologici; creazione o miglioramento delle connessioni pedonali (scale, rampe, marciapiedi) con il soprastante quartiere di Santa Croce; sistemazione di via Santa Croce e spazi connessi; valorizzazione della chiesa di Santa Croce attraverso il ridisegno del sagrato; accesso a via Roma mediante connessione pedonale (rampa, scalinata) o ascensore; adeguamento di via dei Marsi e degli spazi adiacenti come accesso alternativo a via Roma e quindi al centro storico”.
AREE PEDONALI. All’interno del quadro di riferimento fornito “la scelta strategica che qualifica la proposta progettuale, è la realizzazione di un sistema continuo di aree pedonalizzate lungo la direttrice dell’ex via Roma sulla zona di risulta ottenuta a seguito della eliminazione del terrapieno ottocentesco e dei due viadotti su via Santa Croce e via Vicentini. Il risultato del continuum di aree pedonalizzate, senza soluzione di continuità, viene conseguito mediante la chiusura di via Vicentini e la sua trasformazione da bretella di collegamento diretto tra viale Corrado IV e viale della Croce Rossa, a strada di penetrazione e di accesso ai parcheggi a servizio della zona commerciale. Viale della Croce Rossa diviene a doppio senso anche nel tratto terminale e a servizio dei parcheggi del centro commerciale viene predisposta un’uscita alternativa, direttamente su viale Corrado IV e in direzione Ovest”.
PREESISTENZE STORICHE. Il recupero dell’area di via Vicentini “determina la formazione di un ampio spazio pedonale davanti all’antiporta. La valorizzazione della struttura fortificata dell’antiporta opera una reintegrazione formale e figurativa del sistema fortificato attraverso l’uso di materiali che per consistenza, forma e finitura superficiale marcano una precisa distinzione rispetto alla preesistenza storica, rispettandone l’autenticità”.
CHIESA SANTA CROCE. La chiesa di Santa Croce riacquista “la sua autonomia figurativa e percettiva ed è valorizzata da un ampio sagrato. Lo spazio della piazza di Santa Croce è strettamente interrelato con la struttura lineare di percorso pedonale e verde che scende dalla parte alta di via Roma e funge da cerniera tra lo stesso e il vicino parco del quartiere”.
IL PARCO. La porzione di cerchia muraria insistente nell’area di intervento “partecipa alla definizione di un anello di verde pubblico attrezzato per la valorizzazione dell’intera cerchia muraria urbana. La zona verde a ridosso del tratto di mura lungo via XXV Aprile trova continuità con il percorso lungo il pomerio e gli spazi a verde pubblico del quartiere di Santa Croce tramite il percorso a sbalzo sull’area archeologica”.
ZONA PEDONALE. Una delle esigenze prioritarie poste “è la riconfigurazione del sistema pedonale e viario di raccordo tra la parte alta di via Roma e via XX Settembre. Il sistema pedonale risolve il superamento del forte dislivello mediante l’inserimento di una rampa che muovendosi a zig zag consente pendenze contenute e quindi praticabili, relazionandosi peraltro ai piccoli terrazzamenti sistemati a verde o a belvedere, che favoriscono la sosta e le micro-attività anche di gioco per bambini, connesse con il percorso verde”. Il progetto vincitore dà poi indicazioni sul cronoprogramma, sulla cantierizzazione e sui costi.
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