Archeologia, sarà un’estate di scavi da Amiternum a Fossa e Peltuinum

L’AQUILA. Sarà un’estate impegnativa per docenti e allievi che saranno i protagonisti delle campagne di scavo nelle aree archeologiche più significative del territorio e in particolare: Castello di...
L’AQUILA. Sarà un’estate impegnativa per docenti e allievi che saranno i protagonisti delle campagne di scavo nelle aree archeologiche più significative del territorio e in particolare: Castello di Preturo, Campo Santa Maria ad Amiternum, Peltuinum, Necropoli di Fossa.
PRETURO. Al castello di Preturo è già in corso la campagna di scavo che punta a riscoprire e valorizzare il “maniero” altomedioevale, possedimento farfense già dalla fine del IX secolo e che sorge sulla collina che controlla la vallata Amiternina a pochi chilometri dall’Aquila. Gli scavi sono a cura dell’Università dell’Aquila in collaborazione con l’Aduc (Usi civici) di Preturo. Il secondo turno è previsto dall’8 al 15 luglio e il terzo dal 18 al 29 luglio.
AMITERNUM. Ad Amiternum (zona San Vittorino) la campagna di scavi riguarderà il cosiddetto “Campo Santa Maria” e avrà la direzione scientifica del professor Alfonso Forgione docente di archeologia all’Università dell’Aquila. Sono previsti 4 turni di lavori: dal 4 luglio al 15 luglio, dal 18 luglio al 29 luglio, dal 5 al 23 settembre e dal 3 al 14 ottobre. La cattedrale di Santa Maria era la cattedrale della diocesi di Amiternum, antica sede episcopale dell’omonima città sabina. La cattedrale fu ridotta a pieve già nella prima metà del IX secolo e il suo utilizzo come edificio di culto è avvenuto fino all’XI secolo, mentre al XII-XIII secolo risale un’area cimiteriale vicina. In quel periodo, la fondazione dell’Aquila comportò il definitivo abbandono dell’antica città e delle sue strutture. L’edificio era a tre navate, spartite da serie di colonne, con abside semicircolare.
NECROPOLI DI FOSSA. Gli scavi nella necropoli di Fossa sono previsti, a cura del professor Vincenzo D’Ercole, dal 22 agosto al 9 settembre. Vitto e alloggio per gli archeologi saranno messi a disposizione dal Comune di Fossa. La nascita della necropoli di Fossa si fa risalire alla prima popolazione residente nell’area, che è stata quella dei Vestini sul Monte Cerro, sul quale ci sono resti di una cinta fortificata di un villaggio risalente tra il IX e l’VIII secolo avanti Cristo. Successivamente, lo sviluppo di Aveia in epoca romana ne ha continuato l’utilizzo fino a circa il I secolo avanti Cristo. L’area si trova in una zona alluvionale sulla sponda orientale del fiume Aterno. La sua scoperta è avvenuta in maniera casuale nel 1992, giusto 30 anni fa, durante gli scavi per la costruzione di un capannone industriale. L’area sottoposta a campagne di scavo è di 3.500 metri quadrati con circa 500 tombe di tipi differenti (tumuli, fosse, tombe a camera e sepolture infantili in coppi di laterizi) risalenti a tre differenti periodi.
PELTUINUM. A Peltuinum la campagna di scavo 2022 si svolgerà in un unico turno di quattro settimane dal 4 al 31 luglio. Gli alloggi saranno forniti dai Comuni di Prata d’Ansidonia e San Pio delle Camere e sono muniti di locali con uso di cucina. Come in precedenza, gli scavi sono a cura dell’Università La Sapienza di Roma in collaborazione con la Soprintendenza dell’Aquila e Teramo e col contributo dei fondi Restart. Gli scavi a Peltuinum sono iniziati nel 1983 nel pianoro su cui affioravano alcune rovine. Una prima serie di campagne di scavo della “Cattedra di Topografia dell’Italia antica” dell’Università “La Sapienza” di Roma, unitamente alla Soprintendenza Archeologica d’Abruzzo e alla Comunità Montana Campo Imperatore-Piana di Navelli, ha riguardato il tempio forense e parte del teatro.

