Archivio di Stato, torna l’incubo soppressione

Arrivano i tagli: da mercoledì prossimo solo tre dipendenti in servizio e apertura due volte a settimana
SULMONA. Era intervenuto lo stesso ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, con promesse e rassicurazioni. Ma nulla. Né hanno sortito effetto gli impegni di altri rappresentanti istituzionali o le petizioni di cittadini. La sezione dell’Archivio di Stato di Sulmona da mercoledì prossimo infatti sarà aperta al pubblico appena due volte a settimana e lavorerà con soli tre dipendenti, distaccati dalla Soprintendenza e dalla sezione di Avezzano.
Un passo che fa temere la chiusura definitiva. Eppure lo scorso mese di aprile erano arrivate rassicurazioni sulle sorti della sezione dell’Archivio di Stato di Sulmona anche dall’ufficio legislativo del ministero della Cultura. In risposta a un’interrogazione presentata al ministro Franceschini dalla parlamentare del Pd, Stefania Pezzopane, all’indomani dell’allarme sul destino dell’ufficio di viale Sant’Antonio, lanciato dai dipendenti, l’ufficio legislativo rispose che erano in corso di svolgimento una serie di procedure, concorsuali e selettive, «intese al reclutamento di nuove unità di personale al fine di colmare le accentuate scoperture organiche della struttura organizzativa».
Anzi si spinse oltre scrivendo che «la recente facoltà riconosciuta dall’articolo 24, del decreto legge 14 agosto 2020, n. 104, secondo cui, al fine di garantire lo svolgimento delle funzioni di tutela e di valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio degli istituti periferici, questo dicastero è stato autorizzato (nelle more della pubblicazione dei bandi delle procedure concorsuali per l’assunzione di funzionari) al conferimento di incarichi di collaborazione per la durata massima di quindici mesi e comunque non oltre il 31 dicembre 2021. Con questa procedura è intenzione del ministero individuare anche collaboratori destinati a ricoprire incarichi di archivisti». Un problema che sembrava risolto, ma la mannaia che si è abbattuta sul personale degli Archivi segna un destino funesto che si estende ormai all’intero settore. Tanto che l’Associazione nazionale degli archivisti ha lanciato in questi giorni un ennesimo accorato appello per la salvaguardia di un patrimonio di memoria, «che solo una politica dissennata può consentire che venga dissipato». (c.l.)
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