Archivio di Stato verso la chiusura

Quattro dipendenti su cinque in pensione. E niente concorsi per sostituirli
SULMONA. Manca il personale e per gli uffici dell’Archivio di Stato, biblioteche e Soprintendenze potrebbe arrivare presto la chiusura. A lanciare l’allarme è il responsabile della sezione dell’Archivio di Stato di Sulmona, Roberto Carrozzo, il quale precisa subito che il destino di questi uffici, tutti dipendenti dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali, non riguarda certo il solo Abruzzo, dove sono esposti a rischio anche gli uffici di Avezzano, ma la situazione è generalizzata e diffusa su tutto il territorio nazionale. «Per molti istituti, infatti, quello in corso segnerà l’anno della chiusura per mancanza di personale e in particolare per le sezioni di Archivio di Stato, tra cui anche quella di Sulmona» scrive Carrozzo sul suo profilo social. «Le sedi centrali si troveranno anch’esse in gravi difficoltà e, se non arriveranno alla chiusura, molti servizi dati per scontati fino a ieri dovranno essere ridimensionati, se non addirittura soppressi», osserva Carrozzo. «Il fatto che da anni non si sia provveduto a indire concorsi, per sostituire il personale che andava in pensione, porterà inevitabilmente alla chiusura di tanti istituti. Nella sede sulmonese di viale Sant’Antonio quest’anno andranno in pensione quattro dipendenti su cinque. Mentre tre andranno in pensione nella sede di Avezzano e altri tre in quella dell’Aquila. Così, tin totale in tre sedi della provincia aquilana resteranno solo sette dipendenti. Tra questi non figurerà nemmeno un archivista», rileva, «e tutti comunque saranno accorpati nella sede aquilana, segnando così la chiusura delle sedi di Sulmona e Avezzano. Una situazione che sembra senza via d’uscita perché, al momento, non sono previsti concorsi». Sulla vicenda interviene la segreteria territoriale della Uil chiedendo al sindaco di Sulmona la convocazione di un tavolo con tutte le parti sociali interessate.
«Come Uil ribadiamo la richiesta di avviare un tavolo di concertazione permanente sul tema Lavoro», scrive il sindacato, «con la partecipazione di tutti gli attori; politici (parlamentari, assessori regionali, sindaci) sindacati, associazioni datoriali di tutti i settori (artigiane, commerciali, industriali), professionali, al fine di arrivare all’elaborazione di un progetto condiviso per il rilancio economico produttivo e occupazionale del territorio che oramai è all’ultimo Miglio». (c.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

