Area della centrale nel Parco, proposta inviata ai sindaci

SULMONA. Far rientrare i terreni dove dovrebbero sorgere la centrale di compressione Snam e il metanodotto nell’area di protezione del Parco nazionale della Maiella. La proposta, votata all’unanimità...
SULMONA. Far rientrare i terreni dove dovrebbero sorgere la centrale di compressione Snam e il metanodotto nell’area di protezione del Parco nazionale della Maiella. La proposta, votata all’unanimità in un ordine del giorno presentato nell’ultimo consiglio comunale da Fratelli d’Italia, è stata inviata al presidente del Parco e ai sindaci dei Comuni di Sulmona e di Pacentro dall’associazione “Orsa Pro Natura Peligna”. Secondo la relazione elaborata dall’associazione a sostegno della richiesta, «le evidenze ambientali, archeologiche e storiche della zona sono importanti, tanto da richiedere l’inserimento dell’area tra quelle intoccabili». In particolare si spiega come la zona sia interessata dalla presenza di almeno trenta diverse specie di orchidee, molte delle quali endemiche e alcune rarissime a livello regionale, e come a piedi della Maiella, a Case Pente, siano state trovate tracce di passaggi e stazionamenti di diversi animali protetti: 5 esemplari di orso bruno marsicano nel 2019 e 15 negli ultimi otto anni, tra cui tre esemplari femmine, e ancora il gatto selvatico e in acqua il gambero di fiume e il tritone crestato italiano, già tutelati a livello europeo. L’area rientra poi tra quelle d’interesse archeologico e storico con sepolture di epoca italica e romana, tra cui quella della famosa “iscrizione dei callitani” del I secolo A.C. ora conservata al museo dell’Annunziata, nonché le chiesette rupestri di Sant’Angelo in Vetulis dell’ VIII secolo e il sarcofago di età romana contenente le spoglie di Numisina. «Se la centrale dovesse essere realizzata altre attività impattanti potrebbero insediarsi nella zona», spiega la responsabile dell’associazione Maria Clotilde Iavarone, «distruggendo questo grande patrimonio».(c.l.)
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