Area industriale, regna il degrado
Vie sommerse da erbacce e rifiuti. Gli imprenditori: qui i politici si vedono solo quando si vota
SULMONA. Marciapiedi rotti, sommersi dalle erbacce e dai rifiuti; strade senza illuminazione e con incroci pericolosi; cassonetti dei rifiuti rotti e posizionati in mezzo alla strada. Una zona in pieno degrado quella tra via Barcone e via Roberto Cicerone, nella zona industriale di Sulmona. Eppure si tratta di un luogo nevralgico: decine di attività commerciali, palestre, la clinica San Raffaele, oltre a pub, officine meccaniche e pasticcerie che la rendono una delle aree più trafficate della città, lasciata nel più completo abbandono. Protestano i residenti, che da anni invocano interventi da parte del Comune e del Consorzio per lo sviluppo industriale, per rendere la zona più accogliente e più sicura. Costretti, fino ad oggi, a fare tutto da soli per non restare travolti dal degrado e dall’immondizia. «Paghiamo le tasse come tutti gli altri cittadini di Sulmona che, al contrario, hanno i loro quartieri perfettamente curati e illuminati», protesta Claudia Zaffiri, «qui i politici non si vedono mai. Solo nel periodo elettorale spuntano come funghi promettendo interventi e soluzioni che, puntualmente, vengono disattesi una volta finite le elezioni». Ancora più arrabbiato Fausto Settevendemmie, titolare di un’officina meccanica lungo via Cicerone. «I marciapiedi sono inutilizzabili perché sommersi dalle erbacce e dai rifiuti», evidenzia il professionista, «e rendono pericolosissimo e pieno di insidie il cammino di chi si avventura a piedi in questa zona. E dire che la strada è intitolata a Roberto Cicerone, un grande partigiano sulmonese che ha contribuito, con il suo coraggio, al raggiungimento della democrazia e della libertà. Di sicuro la sua memoria non merita questo trattamento». Particolarmente critico con i responsabili del Consorzio per lo sviluppo industriale, Domenico Gaeta, dipendente della pasticceria Palazzone di via Barcone: «Questa non è una zona industriale, ma una discarica a cielo aperto», sottolinea con sarcastica ironia, «fatevi un giro a piedi e troverete rifiuti dappertutto. E tutto questo nel colpevole silenzio dei responsabili del nucleo industriale».
Claudio Lattanzio
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