Area parcheggio di via Vicentini: al Consiglio di Stato decenni di liti

10 Ottobre 2021

Il Comune non dà seguito alle ordinanze di demolizione di alcune strutture realizzate da un privato I giudici amministrativi di secondo grado aspettano dall’ente una relazione sullo stato dei luoghi

L’AQUILA. Pende ancora davanti al Consiglio di Stato la vicenda, ultradecennale, che vede contrapposti il Comune e le società Bahia srl e Cuba srl. Il contenzioso, scrive il Consiglio di Stato in un’ordinanza, “trae origine dalla convenzione tra il Comune e la società edilizia Brasilia srl (dante causa delle appellanti) nel 1980 per la realizzazione di un complesso edilizio adibito in parte a centro commerciale in via Vicentini.
battaglia legale
La controversia attiene alla sussistenza di una servitù pubblica sull’area adibita a parcheggio e alla qualificazione demaniale di una particella, nonché all’estensione delle domande di condono a suo tempo presentate”. I giudici d’appello si sarebbero dovuti pronunciare sul ricorso delle società che chiedevano la riforma di una sentenza del Tar del 2014 che aveva confermato due ordinanze comunali di demolizione. “Le opere contestate”, si leggeva nella sentenza, “consistono nella posa in opera di barriere automatiche per la chiusura dei parcheggi sul piazzale antistante il supermercato Carrefour; nella posa in opera di distributori automatici di ticket per pagamento sosta autoveicoli, nella realizzazione di canalizzazioni del traffico con passaggi obbligati verso gli ingressi e le uscite delimitate dalle barriere automatiche e dai distributori di ticket, opere tutte qualificate intervento di nuova costruzione finalizzata alla realizzazione di opere di urbanizzazione primaria da soggetti diversi dal Comune”. L’ente contestò quelle realizzazioni perché fatte in “assenza di permesso di costruire e perché comportavano il mutamento di destinazione d’uso del suolo interessato da area di parcheggio ad area a fini commerciali”. Nel ricorso la società interessata affermava “l’assoluta erroneità dei provvedimenti del Comune tenuto conto: di essere piena proprietaria dell’area in quanto avente causa dal precedente proprietario (Edilizia Brasilia arl), che la destinazione a parcheggio risultava da convenzione o comunque da atti d’obbligo stipulati dal precedente proprietario e non opponibili alla Bahia; che tutte le opere erano comprese in diverse istanze di sanatoria; inoltre a febbraio 2009 era stato richiesto il completamento delle opere di cui alla domanda di condono del marzo 1995 espressamente comprendente le aree esterne e in particolare posizionamento deposito carrelli, barriere, gettoniere, casse, illuminazione, New-jersey, segnaletica”.
DECISIONE RINVIATA
Il Consiglio di Stato di fatto non ha ancora deciso e ha chiesto al Comune una relazione sullo stato dei luoghi. “Considerato che con la sentenza appellata”, scrivono i giudici, “il Tar ha respinto i ricorsi delle società per l’annullamento delle ordinanze di demolizione 18 del 2012 e 21 del 2013 adottate dal Comune; rilevato che la vicenda cui sono collegati i ricorsi origina dalla convenzione tra il Comune e la Brasilia srl nel 1980 per la realizzazione di un complesso edilizio adibito in parte a centro commerciale; rilevato che la sentenza di primo grado, che ha confermato la legittimità dei provvedimenti sanzionatori è stata emessa il 4 giugno 2014 e che da allora non risulta che l’amministrazione abbia dato esecuzione alle ordinanze oggetto del giudizio; considerato che il Comune ha presentato memoria di costituzione nel giudizio di primo grado del 22 febbraio 2013 e ha depositato documenti in adempimento all’ordinanza istruttoria del Tar il 24 aprile 2014 ma non si è costituito nel presente grado di giudizio” si ritiene che “ai fini della decisione sia necessario acquisire dall’amministrazione comunale una relazione, entro 60 giorni dalla comunicazione dell’ordinanza, sullo stato attuale dei luoghi e le ragioni dell’omessa attuazione delle ordinanze impugnate”. Insomma il Consiglio di Stato vuole sapere cosa vuol fare l’ente pubblico e se è ancora interessato al caso. Nuova udienza il 17 febbraio 2022.
©RIPRODUZIONE RISERVATA