Area Sant’Andrea fuori le mura Il Comune accelera il recupero

15 Dicembre 2023

Avviso di pubblica utilità per superare l’ostacolo delle particelle intestate a persone non reperibili La zona sarà interessata da un progetto unitario che punta soprattutto alla riqualificazione urbana

L’AQUILA. Il Comune dell’Aquila cerca di stringere i tempi per l’attuazione del Progetto unitario “Sant’Andrea fuori le mura” (zona via XX Settembre). Sull’albo pretorio è stato reso noto l’avviso con la dichiarazione di pubblica utilità di alcune aree che sono parte del progetto e con «l’imposizione del vincolo preordinato all’esproprio». Questo perché ci sono particelle «intestate, in base ai dati catastali, a persone decedute o comunque non reperibili» e la cosa rischia di provocare il blocco dell’iter progettuale. Con l’avviso il Comune avvia «il procedimento diretto alla dichiarazione di pubblica utilità dell’opera, condizione preliminare alla successiva espropriazione delle aree interessate dai lavori, aree appartenenti, in base ai dati catastali disponibili, ai soggetti a cui l’avviso viene notificato. I proprietari delle aree e ogni altro interessato possono presentare eventuali osservazioni scritte facendole pervenire entro e non oltre 30 giorni dalla data di pubblicazione dell’avviso». Poi il Comune procederà con gli espropri.
Il progetto unitario “Sant’Andrea-Campo di Fossa” è in variante al Prg e modificherà non poco l’area a ridosso delle mura non lontana da piazzale Paoli. L’area, che era stata inserita tra i progetti strategici del piano di ricostruzione, si estende dall’ultimo tratto di via Sant’Andrea fino alla confluenza tra via don Luigi Sturzo e via Santa Maria degli Angeli, in corrispondenza della porta urbica di Bagno. Il Comune, si leggeva in un documento dell’Ente di mesi fa «ha recepito le volontà dei privati di procedere al progetto unitario che punta alla riqualificazione urbana, al diradamento edilizio con le relative soluzioni abitative alternative per i cittadini interessati, alla valorizzazione monumentale e paesaggistica dell’area al di fuori delle mura attraverso il miglioramento della viabilità carrabile e pedonale, alla creazione di spazi di verde pubblico e servizi, alla significativa implementazione della qualità edilizia, della resistenza sismica e delle performance tecnologiche degli edifici da costruire». Dunque una nuova viabilità, un parco urbano, diradamento abitativo, sagome ridotte con l’obbligo, imposto dalla Soprintendenza, di ricostruire a 12 metri dalle mura. La questione è nata perché i proprietari delle 55 unità immobiliari – costruite vicino alle mura negli anni delle “follie” urbanistiche che hanno stravolto la periferia aquilana e pure aree all’interno del centro storico – hanno scelto la casa equivalente (in 24) e la permuta (in 7).
La nuova destinazione vedrà totalmente azzerati i volumi esistenti, derivandone un innalzamento della qualità ambientale, funzionale ed edilizia di un’area, che potrà integrarsi nel sistema del verde urbano, con la creazione di una connessione funzionale tra la città storica e il territorio, nella sua doppia accezione di ambiente costruito e naturale, nonché una migliore fruizione del patrimonio storico/culturale, favorita anche dalla prevista fascia di rispetto delle mura. Sull’area oggetto di variante l’amministrazione rinuncerà ai diritti edificatori acquisiti e realizzerà un parco che tuteli e valorizzi l’area di pregio storico e paesaggistico a ridosso delle mura urbiche».
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