Aree con vincoli decaduti stop ai commissari ad acta

Il Consiglio di Stato conferma la sentenza del Tar dell’Aquila: «Sì all’edificabilità ma soltanto nella percentuale prevista da una delibera del Comune datata 2015»
L’AQUILA. Il Consiglio di Stato, confermando una sentenza del Tar dell’Aquila, ha in sostanza stabilito che la delibera di consiglio comunale del 17 dicembre 2015, quella sui vincoli decaduti del Piano regolatore generale (Prg) del 1979 (meglio conosciuta come delibera sulle aree bianche), mette un punto fermo nella vicenda e non si può più invocare (come accaduto prima del 2015) la nomina del commissario ad acta, ritenuto – a torto o a ragione – di manica più larga (relativamente alle percentuali edificabili) rispetto a quanto stabilito 5 anni fa dall'ente pubblico.
Dunque tutti i terreni dove non ci sono più i vincoli del Prg (che, ricordiamo, ufficialmente decadevano dopo 5 anni, quindi lo erano già nel 1984) possono essere edificati solo in base a quanto stabilito dalla delibera del Comune. Il Consiglio di Stato ha fissato il “concetto” decidendo su un ricorso di una società che voleva costruire diversi edifici su un’area in una zona periferica della città (in dettaglio si trattava della realizzazione di un progetto planivolumetrico per la realizzazione di un programma costruttivo per l’edilizia economica e popolare). I titolari avevano avuto nel 2012 una sentenza favorevole del Tar con la quale il Comune veniva sollecitato a “ri-normare” l’area, ma il Tar non aveva nominato il commissario ad acta, cosa che la società privata chiese praticamente negli stessi giorni in cui il consiglio comunale approvava la delibera sulle aree bianche. Nella sentenza dei giudici del Consiglio di Stato si legge: «La variante adottata dal Comune dell’Aquila assume il connotato di atto plurimo, con l’effetto di introdurre una nuova regolazione urbanistica per ciascuno dei terreni di cui al Prg, interessati dal vincolo scaduto e, pertanto, rimuove in modo certo il silenzio inadempimento all’obbligo di provvedere alla nuova destinazione urbanistica dei suoli già interessati da vincoli espropriativi decaduti per il decorso del quinquennio. In particolare, per la parte dell’area di proprietà della società destinata a viabilità e parcheggi con vincolo decaduto, questa trova la sua disciplina urbanistica nell’articolo 30 bis delle norme tecniche di attuazione approvato con la delibera consiliare 138 del 17 dicembre 2015», che è stata preceduta da una delibera del 6 marzo 2014 della giunta guidata da Massimo Cialente con la quale si adottava la variante al Prg dettando la disciplina delle aree bianche. Disciplina contenuta, appunto, nell’articolo 30 bis delle norme tecniche di attuazione. Insomma, nel caso il ricorso ora dovrebbe essere contro la delibera del 2015, cosa tra l’altro che molti cittadini hanno fatto anche se per adesso non ci sono state, da parte dei giudici amministrativi, sentenze in proposito.
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