Aree interne senza pediatri, appello alla Asl

Il sindaco Di Nino (Pratola): sollecitata una soluzione. Di Santo (Opi): compromessa l’assistenza di base
PRATOLA PELIGNA. Le comunità dell’Abruzzo interno non possono rimanere senza pediatri. A lanciare l'allarme sono gli amministratori comunali che auspicano un intervento immediato da parte della Asl per risolvere la questione e assicurare adeguata assistenza alle famiglie. «Nel mio paese va in pensione lo storico pediatra Biancolino», ha commentato il primo cittadino di Pratola Peligna, Antonella Di Nino, «e fino a oggi non abbiamo notizie in merito alla sua sostituzione. Ho quindi scritto la scorsa settimana alla Asl per sollecitare la soluzione del problema. Non possiamo rimanere senza pediatra». Oltre al dottor Giuseppe Brandolino, che opera da anni a Pratola Peligna, andrà in pensione anche il dottor Giuseppe Cercone, attivo tra Sulmona e Scanno. A oggi ancora non si sa chi e quando li sostituirà. «Il centro Abruzzo sconta ormai da tempo una mancanza di programmazione in tema di sanità che si riflette sul tessuto sociale», ha evidenziato il sindaco di Prezza e consigliere regionale, Marianna Scoccia, «la carenza di medici pediatri è un’ulteriore criticità che le famiglie si troveranno ad affrontare, un ulteriore scoglio. Un territorio che ambisce a mantenere un punto nascita operativo ha la necessità di offrire servizi alle famiglie che crescono bambini. Aspettiamo ormai da troppo tempo una soluzione da parte dell’assessore regionale Verì, soluzioni che non sono mai arrivate». Secondo Antonio Di Santo, sindaco di Opi e presidente della comunità del parco, «la carenza di medici pediatri rischia di compromettere l’assistenza di base di circa 1.400 bambini, gravando oltremodo sulle famiglie. Chiedo pertanto un intervento urgente da parte della Asl e della Regione Abruzzo per porre rimedio a una situazione che genererà innumerevoli disagi. Le famiglie si troveranno ad andare incontro a non poche difficoltà, con il rischio di dover ricorrere a costosi consulti e cure private. Confido quindi in un risolutivo intervento delle autorità sanitarie per scongiurare il rischio di vedere leso un diritto fondamentale dei nostri bimbi, quello alla salute». (e.b.)
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