Arischia, 8 anni dopo inizia il recupero delle case in centro
L’intervento durerà 24 mesi. La spesa supera 800mila euro Ma si aspetta il via libera ai lavori anche in altre frazioni
L’AQUILA. Una buona notizia che mette da parte lo scetticismo sulla ricostruzione di Arischia danneggiata dal terremoto. Dopo otto anni dal sisma, infatti, lunedì prossimo partiranno finalmente i lavori nella frazione aquilana, una delle più martoriate e dimenticate che si avvia allo spopolamento.
Si tratta di lavori che riguardano il Consorzio 913 che si trova in via Corso Arischia per oltre 800mila euro e riguardano un’area nel cuore della frazione. Si tratta di edifici realizzati tanti anni fa ma non vincolati e questo agevola l’iter della pratica.
La presidente del consorzio e responsabile dei lavori è Fioralba Incretolli mentre il direttore dei lavori è Livio Antonio Alloggia. La ditta che farà questi lavori è aquilana e si tratta della Ianni Costruzioni. Direttore tecnico di impresa è Emanuele Ianni, mentre l’incarico di capo cantiere spetta al geometra Mario De Santis. Secondo quanto riferito dai titolari della ditta la fine dei lavori è prevista per il 25 gennaio del 2019 a fronte di un numero di 2400 ore lavorative. I titolari della ditta, il cui amministratore è Angelo Ianni, in relazione a questi lavori che interessano poco meno di una decina di proprietari tra famiglie e attività commerciali, hanno espresso la loro soddisfazione soprattutto per il fatto che, per l’appunto, sia pure a quasi otto anni dal sisma, comunque qualcosa si comincia a muovere anche nella frazione aquilana. Oltre al fatto che si potrà anche creare un poco di occupazione per chi lavorerà nel cantiere. Si tratta, in particolare, di fondi che sono stati sbloccati per queste opere fanno parte del cosiddetto 19esimo elenco. In esso si fa riferimento anche ad altre frazioni quali Sant’Elia, Tempera, Bagno Grande, Paganica, Monticchio.
La notizia è comunque molto importante per la comunità arischiese in quanto poco meno di un anno fa Elia Serpetti, presidente dell’Ammnistrazione separata, esprimeva qualche comprensibile perplessità circa l’ipotesi che questi lavori, per quanto annunciati, potessero partire davvero.
Ad Arischia, del resto, i problemi sono davvero tanti. A casa del sisma, pur essendoci case agibili nel centro storico, 43 nuclei familiari hanno dovuto abbandonarle perché gli edifici vicini sono stati dichiarati pericolanti: ora bisogna abbatterli e lo si sta facendo, secondo alcuni,con procedure che presentano ipotetici profili di illegittimità, scaricando la responsabilità sui presidenti di consorzio.
Se, dunque, in questa frazione si inizia e vedere la luce dopo il buio, in altre aree periferiche le cose non vanno bene. Come a Paganica dove a fronte di almeno diecimila abitanti, non ci sono lavori prossimi all’avvio. Tempo addietro il consigliere comunale di opposizione Daniele Ferella ha ricordato come «Paganica ha il centro maggiore ma come tutte le frazioni subiamo un ritardo, questo crea problemi alla vivibilità e alla sicurezza del paese e alla restituzione di una socialità. Bisogna restituire i punti in cui si viveva più la comunità, come la piazza, Sant’Antonio o la parte alta del Colle, è un principio di organizzazione cominciando dall'esterno il centro storico per poi andare verso l’interno».
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