Arischia, appello per la chiesa parrocchiale

12 Dicembre 2014

Colageo: progetto pronto e soldi già stanziati, perché non iniziano i lavori all’antica Abbazia?

ARISCHIA. Da Abramo Colageo, storico di Arischia riceviamo: «Nell’antico borgo arischiese, da alcuni mesi gira voce che dovrebbero iniziare i lavori di ricostruzione della romanica ed Abbaziale chiesa di San Benedetto con un primo finanziamento di 1,7 milioni dell’8 per mille stanziati dal ministero alla Chiesa cattolica. Il progetto della ricostruzione della Chiesa è stato redatto da più di cinque anni ma si sa, la burocrazia ha tempi lunghi. Ad Arischia alla fine del 2009 fu costruita una piccola chiesetta in piazza San Rocco che non è sufficiente per una popolazione di circa 2000 abitanti. Durante le funzioni religiose le persone restano fuori nelle giornate estive, ma con l’arrivo imminente dell’inverno sarà impossibile assistere alle sacre funzioni a causa del freddo e si rischia anche che l’Abate don Tito celebri con poche persone. Vi sono anche 30 bambini che fanno catechismo e devono essere preparati per Comunione e Cresima. E’ ora di iniziare i lavori della romanica ed abbaziale chiesa madre con il denaro già stanziato. L’Abbazia ha un valore storico ed è una delle più monumentali chiese della Diocesi, per questo bisogna al più presto restaurarla, prima che gli eventi atmosferici prolunghino la sua rovina. All’inizio del 2011, la Diocesi Aquilana dette la notizia che circa 6 milioni provenienti dall’8 per mille erano stati stanziati per alcune rilevanti chiese, ivi compresa la romanica e abbaziale chiesa di Arischia (XII secolo).

Il precedente parroco ricevette una lettera dall’allora direttore dell’ufficio regionale per i beni ambientali e paesaggistici, Fabrizio Magani nella quale era scritto che la chiesa è d’interesse rilevante. Adesso bisogna attivare in tempi ragionevolmente brevi la ricostruzione della chiesa e del centro storico dove i primi abitanti si insediarono attorno all’Abbazia. Così si potrà far rientrare le persone nelle proprie case e si potrà nuovamente assistere alle sacre funzioni religiose. E’ qui che si misurerà la capacità e la lealtà delle istituzioni. La popolazione di Arischia è convinta che dopo cinque anni dal sisma si può avviare la ricostruzione, sia della romanica chiesa madre che dell’antico borgo. La gente del borgo vuole sentire di nuovo suonare le campane dell’antico campanile, è ora che si inizi la ricostruzione, così la popolazione ritroverebbe un punto di riferimento e di aggregazione, perché senza chiesa e scuola il paese perde la sua identità. Gli arischiesi esortano le autorità di mettere in sicurezza almeno la navata centrale della chiesa, per celebrare le sacre funzioni religiose prima dell’imminente inverno».

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