Arischia, il paese che attende da 5 anni
Arischia, a cinque anni dal sisma è una frazione fantasma e resta ai margini delle istituzioni che nulla hanno fatto per far rivivere il borgo martoriato dal terremoto. Anzi alcune cose sono state...
Arischia, a cinque anni dal sisma è una frazione fantasma e resta ai margini delle istituzioni che nulla hanno fatto per far rivivere il borgo martoriato dal terremoto. Anzi alcune cose sono state “realizzate” dalle istituzioni: la demolizione affrettata della scuola elementare che non era un pericolo per la popolazione, in quanto era tutta recintata. Ora ci si domanda perché è stata abbattuta, mentre l’antica casa comunale tutta puntellata e a rischio crollo, forse si doveva abbattere in quanto la via è stretta. La Municipalità Aquilana promise in tempi non lunghi la ricostruzione della scuola elementare e che vi era già il progetto, ma sono trascorsi cinque anni e ancora nulla. Il campo sportivo che aveva ospitato la tendopoli della protezione civile durante l’emergenza, ancora aspetta il ripristino, intanto la squadra che milita da alcuni anni in terza categoria è costretta a “emigrare” a Pizzoli per giocare pagando un prezzo per il campo. Il restauro della romanica medioevale chiesa tutta puntellata, nonostante un progetto redatto nel 2011 di 1,2 milioni di euro stanziati dal ministero, provenienti dall’8 per mille alla chiesa cattolica, è ancora di là da venire. Se si inizia la ricostruzione della chiesa ripartirebbe anche la ricostruzione del borgo, che è cresciuto nel tempo attorno alla chiesa che è un centro di aggregazione per la popolazione. La popolazione residente ad Arischia dopo il terremoto è cresciuta e conta circa 2000 anime, nel borgo sorge uno dei 19 quartieri del progetto case e la piccola chiesa di legno costruita in piazza San Rocco è nelle ricorrenze importanti, la gente resta fuori, con il caldo e il freddo. Il novello Abate è in difficoltà per le funzioni religiose, il catechismo ai bambini si fa nella sala della circoscrizione. In paese non c’è un rappresentante della municipalità Aquilana, perché sono state soppresse le Circoscrizioni e, gli arischiesi non sanno a chi rivolgersi per i tanti problemi. I giovani, quelli rimasti, non hanno punti di riferimento. Gli anziani non avendo più il loro centro sociale da 5 anni (100 gli iscritti), dopo tante proteste non sono ancora riusciti ad avere un posto dove ritrovarsi, sono tutti disorientati, relegati per lo più ai Map, distanti dal paese. Il Presidente degli anziani, si lamenta da molto tempo con il Comune dell’Aquila per la sede del centro sociale ed ora ha perso la speranza, mi fa osservare che tutte le frazioni hanno il loro centro, solo per Arischia non si riesce a trovare una soluzione. Ormai la popolazione arischiese è stanca, infastitita delle promesse non mantenute, non vuole abbandonare il borgo e fa appelli a chi di dovere per non lasciare morire il paese e aspetta con francescana pazienza, domandandosi quanto deve ancora aspettare per risolvere i tanti problemi.
* cittadino di Arischia

