Arischia, il paese che attende da sei anni

1 Febbraio 2015

Nuovo appello alle istituzioni affinché i cittadini comincino a vedere i primi cantieri aperti

Anche ad Arischia sono passati sei anni dal terremoto. Il centro storico è ancora danneggiato, transennato, spettrale e le istituzioni nulla hanno fatto per far rivivere il paese. Anzi ad Arischia alcune cose sono state “realizzate” come la demolizione avventata e non impellente della scuola elementare che non era un pericolo per la popolazione, in quanto era tutta recintata. Ora ci si domanda perché è stata abbattuta, mentre l’antica casa comunale tutta puntellata rischia di crollare, forse era meglio abbatterla perché la strada è molto stretta, così si creava una piazza per una via di fuga in caso di pericolo. Il Comune di Aquila promise in tempi non lunghi la ricostruzione della scuola elementare , pare vi fosse già il progetto, sono trascorsi sei anni e non si sa ancora quando si ricostruirà. Il campo sportivo che aveva ospitato la tendopoli della protezione civile durante l’emergenza, ancora aspetta il ripristino. Il restauro della romanica chiesa medioevale tarda. C’era un progetto redatto nel 2011 di 1,2 milioni di euro stanziati dal ministero, provenienti dall’8 per mille alla chiesa cattolica ma la ricostruzione è ancora di là da venire, nonostante che alla popolazione fu detto che la Abbaziale chiesa era tra le prime ad essere restaurate, recentemente è stato promesso l’inizio dei lavori, ma ancora nulla. Insieme ai lavori della chiesa, deve assolutamente ripartire la ricostruzione del paese, per permettere alle persone di rientrare nelle loro case. La popolazione residente ad Arischia dopo il terremoto è cresciuta e conta circa 2000 anime, nel borgo sorge uno dei 19 quartieri del progetto case e nella piccola chiesa, nelle ricorrenze importanti, la gente resta fuori. Il novello Abate è in difficoltà per le funzioni religiose e il catechismo ai bambini si fa nella sala della circoscrizione. In paese non c’è un rappresentante della municipalità Aquilana, perché sono state soppresse le Circoscrizioni e gli arischiesi non sanno a chi rivolgersi per i tanti problemi irrisolti. I giovani e gli anziani non hanno punti di riferimento.

Ormai la popolazione arischiese è stanca, spazientita, confusa, turbata, stufa, ingannata delle promesse non mantenute. Quanto ancora bisogna aspettare per avere risposte concrete?

*cultore di storia locale