Arischia, senza piano Case il paese destinato a morire

14 Novembre 2015

ARISCHIA. Il consigliere di amministrazione Beni Separati di Arischia, Fabrizio Taranta afferma: «Apprendiamo con sgomento in questi giorni che il progetto Case di Arischia verrà completamente...

ARISCHIA. Il consigliere di amministrazione Beni Separati di Arischia, Fabrizio Taranta afferma: «Apprendiamo con sgomento in questi giorni che il progetto Case di Arischia verrà completamente sgomberato, decisione maturata all'interno dell'Amministrazione Comunale a seguito del cedimento strutturale di un balcone in una delle palazzine dell'insediamento di Cese. Questa decisione ci lascia attoniti e in preda a domande alle quali non troviamo risposte, e per le quali qualcuno dovrebbe sentirsi in obbligo di fornircene. Praticare quello che a tutti gli effetti è paragonabile ad una deportazione di massa ha delle conseguenze che nel tempo potrebbero rivelarsi nefaste per la nostra comunità e delle implicazioni gravissime per le famiglie coinvolte. Quest'ultime si vedranno costrette, a sei anni dal terremoto, a sconvolgere nuovamente le loro vite proprio nel momento in cui un certo equilibrio in quelle vite si era riuscito a ristabilire. É il caso di ricordare che parliamo di bambini che, dopo il grave trauma subito sei anni fa, hanno ritrovato all'interno della nostra comunità, nonostante le mille difficoltà, un ambiente ideale per vivere la loro vita di bambini con una scuola da frequentare insieme ai compagni di giochi e con i quali potersi ritrovare all'uscita e nei giorni di festa nella piazza, nel parco giochi e in tutti quei luoghi della frazione a loro dedicati. Ora saranno probabilmente obbligati a separarsi dai loro compagni di sempre, a frequentare altre scuole, altri luoghi. Il pensiero va anche a tutte quelle persone anziane che prima sono state sfollate dalle loro case, poi dai map (si perché qui ad Arischia anche parte dei map sono stati posti sotto sequestro e quindi sgomberati, e oggi sono lì a marcire abbandonati) e ora anche da quel progetto Case che gli ha permesso di non abbandonare tutte quelle attività svolte all'interno del paese e che riempiono le loro giornate; mentre adesso saranno costretti in appartamenti lontani dai loro affetti e dalla loro quotidianità. In un contesto in cui la ricostruzione, quella vera, è ancora una chimera, allontanare forzatamente e definitivamente decine e decine di famiglie dalla nostra frazione equivarrà, con ogni probabilità, a decretare la fine di quest'ultima».