Arrampicata e parcheggi: i progetti per il Gran Sasso

Due pratiche hanno iniziato il loro percorso di valutazione di impatto ambientale: percorsi per gli atleti a Valle Fredda e un’area di sosta nella Valle del Chiarino
L’AQUILA. Due nuovi progetti in arrivo sul Gran Sasso. L’associazione sportiva “Respira il Gran Sasso”, guidata dal presidente Antonio Scipioni, che si occupa da anni della promozione delle attività di montagna (escursionismo, alpinismo, sci alpino, sci alpinismo), ha messo a punto un progetto (che ora dovrà passare al vaglio degli enti interessati fra cui il Parco nazionale Gran Sasso-Monti della Laga) per realizzare percorsi di “dry tooling”, una tecnica derivata dalla arrampicata su ghiaccio e dall’arrampicata su misto che consiste nello scalare una parete di roccia utilizzando l’attrezzatura da ghiaccio, ossia le piccozze e i ramponi. Il progetto “Falesia Dry Tooling Valle Fredda”, prevede la realizzazione a Valle Fredda, sul Gran Sasso, di 19 linee di salita con uno sviluppo verticale in lunghezza compreso tra i 10-15 metri e 20-30 metri con la tecnica dry-tooling su una parete rocciosa che si estende per una lunghezza di fronte di circa 90 metri con l’interessamento di una superficie di circa 1200 metri quadrati. La parete «è collocata nel versante aquilano del Gran Sasso d’Italia, ai piedi di Monte Cristo, a una quota di circa 1.300 metri. La fruizione è limitata ai mesi tardo primaverili-estivi e autunno-invernali. Trattandosi di vie di arrampicata particolari», si legge nella scheda progetto «su terreno misto ghiaccio-roccia gli itinerari andranno attrezzati con ridotti ancoraggi fissi meccanici o resinati, sulla base delle difficoltà della linea e delle caratteristiche della roccia. In prossimità dell’accesso alla parete, all’uscita dal sentiero Cai 10, verrà posizionata una bacheca con indicazione delle norme di comportamento per la corretta pratica sportiva e per il rispetto dell’ambiente».
L’Amministrazione separata dei Beni demaniali e naturali di Arischia ha invece presentato agli enti competenti uno studio di impatto ambientale per la realizzazione di un contenuto numero di parcheggi nella Valle del Chiarino (località Vaccareccia). Il progetto proposto «ha l’obiettivo di regolamentare la fruizione dell’area da parte dei visitatori, che occuperanno con i loro mezzi i soli posti auto delimitati, evitando di deturpare e danneggiare habitat di prateria prioritari con la percorrenza incontrollata dell’area limitrofa al Rifugio Fioretti. Con la realizzazione del progetto, sarà determinato un numero massimo di posti auto, così da limitare un sovraffollamento dell’area che in passato si è spesso verificato. Anche l’habitat prioritario di faggeta non verrà in alcun modo intaccato dalla presenza dei parcheggi: non sono infatti previsti tagli o diradamenti. Nullo anche l’impatto sulle essenze arboree».
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