Arrestati con oltre tredici chili di tritolo

30 Novembre 2018

Coinvolti una 47enne residente in via Saragat ad Avezzano e il compagno marocchino fermato per spaccio a Celano

AVEZZANO. «Non chiedermi a chi è destinato, lo scoprirai dai telegiornali». A parlare durante una conversazione intercettata con il coinquilino Gaetano Arnesano è Anna Olivieri, 47 anni, residente ad Avezzano, ma originaria di Chieti. Insieme a un 39enne del Marocco, Braihm Bichou, anch’egli con trascorsi nella Marsica, secondo l’accusa era pronta a far saltare in aria un obiettivo non ancora individuato dagli inquirenti. Tanto che avevano pronti più di 13 chili di tritolo.
La donna è stata arrestata dai carabinieri a Trani, in Puglia, perché ritenuta responsabile di concorso nella detenzione del materiale esplodente con il quale il suo coinquilino, Gaetano Arnesano, 66 anni, arrestato in flagranza di reato il 22 novembre scorso, aveva costruito un ordigno pronto a essere usato per un attentato dinamitardo. Le parole della donna, nata a Chieti nel 1971 e ad Avezzano residente in una palazzina di via Saragat (secondo i carabinieri da un paio d’anni aveva fatto perdere le tracce), sono state pronunciate per rispondere alla domanda di Arnesano chiamato, secondo quanto accertato, come tecnico esperto di esplosivi. Nella sua abitazione nel centro storico della città pugliese sono stati rinvenuti altri sette chili di esplosivo che, a seguito di analisi scientifiche, si è scoperto trattarsi di tritolo. Anche il marocchino ha vissuto diversi anni nella Marsica. Era stato infatti arrestato dai carabinieri della compagnia di Avezzano due volte, a gennaio e a giugno del 2012, a Celano. Gli inquirenti stanno ora cercando di capire quale fosse l’obiettivo dell’attentato messo in piedi dalla donna di Avezzano e per questo sono in corso ulteriori indagini. Il fermo è avvenuto a Trani dove il procuratore Antonino Di Maio e gli investigatori hanno riferito quanto accaduto, dall’arresto fortuito di Arnesano, uscito di casa con tre chili e mezzo di tritolo sotto la giacca, in sella alla sua bicicletta, al fermo dei suoi due presunti complici, nonché conviventi che, dopo il suo arresto erano pronti a lasciare la città. Il tritolo era nell’abitazione dove viveva la 47enne, poco distante dalla Procura di Trani, nel centro storico della città. I militari dopo il suo arresto, hanno trovato e sequestrato altri dieci chili di tritolo, di cui stanno cercando di capire la provenienza e la destinazione. Secondo quanto emerso dalle indagini Arnesano, esperto di esplosivo, agiva su commissione. Quando è stato fermato dai carabinieri, qualche giorno fa, stava portando una parte di esplosivo in piazza Mazzini, vicino un cassonetto della spazzatura, nei pressi della palazzina Borsellino, dove attualmente risiede il gruppo di polizia giudiziaria. Non si esclude, quindi, la pista mafiosa e per tale motivo nei prossimi giorni il fascicolo d’indagini sarà consegnato alla Distrettuale antimafia di Bari in modo da seguire la vicenda nel dettaglio, incrociando anche informazioni riguardanti attività di criminalità organizzata.
©RIPRODUZIONE RISERVATA