Arrestato dopo le botte alla moglie

Avezzano, 35enne accusato di maltrattamenti in famiglia. Scatta il codice rosso
AVEZZANO. Scatta il “codice rosso” e finisce in manette con l’accusa di aver aggredito la moglie in casa e di averle sequestrato il cellulare per impedirle di chiamare le forze dell’ordine. I carabinieri lo hanno trovato ancora a casa e ora il giovane di Celano, A.M., 35 anni, deve rispondere di tentata rapina e maltrattamenti in famiglia. È accaduto in un’abitazione del quartiere Caruscino di Avezzano. Secondo la ricostruzione dei carabinieri del nucleo operativo radiomobile della compagnia di Avezzano, intervenuti sul posto, tra i due coniugi, lui 35enne e lei 33enne, è scoppiata una lite. L’ennesima degenerata in violenza, come riferito dalla vittima. L’episodio risale a domenica scorsa quando il diverbio tra i coniugi è scaturito in aggressione nei confronti della moglie. Lui le ha strappato di mano il cellulare impedendole di chiedere aiuto, picchiandola e ferendola alle braccia e alle gambe. La 33enne è, però, riuscita a lanciare l’allarme tanto che sul posto dopo pochi minuti è arrivata una pattuglia dei carabinieri del nucleo radiomobile di Avezzano. Ai militari la donna ha raccontato di essere stata minacciata di morte e picchiata dal marito, aggiungendo anche che non era la prima volta che in casa accadeva una cosa del genere, ma che in passato non aveva mai denunciato le violenze subite. Della vicenda è stata informata la Procura di Avezzano con il pubblico ministero Elisabetta Labanti che ha disposto l’arresto del 35enne. Ora il marito violento deve rispondere delle accuse di tenta rapina e maltrattamenti in famiglia. Difeso dall’avvocato Leonardo Casciere, sarà ascoltato questa mattina nel corso dell’udienza di convalida dal giudice per le indagini preliminari Daria Lombardi che deciderà, appunto, se convalidare l’arresto. L’indagato si trova rinchiuso nel carcere di Vasto. Sul caso è stata applicata la recente legge sul codice rosso, approvata il 19 luglio 2019 che riguarda la tutela delle donne e dei soggetti deboli che subiscono violenze, atti persecutori oppure maltrattamenti. Dal punto di vista procedurale è previsto che le forze dell’ordine, una volta acquisita la notizia di reato, riferiscano immediatamente al pubblico ministero, anche in forma orale, che decide in merito alla misura cautelare da adottare. (p.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

