Arrestato per droga, la Marelli lo licenzia

L’operaio e sindacalista avrebbe nascosto la detenzione domiciliare. Gli avvocati: ignorate le nostre istanze al giudice
SULMONA. È stato licenziato in tronco dalla Magneti Marelli perché avrebbe nascosto il suo stato di detenzione agli arresti domiciliari. Piove sul bagnato per Andrea La Civita, sulmonese di 39 anni, che si è visto recapitare nella giornata di venerdì la lettera di licenziamento perché, secondo i vertici dell’azienda del gruppo Fca, avrebbe taciuto «con fraudolenza» il fatto di essere finito agli arresti domiciliari.
La Civita è stato arrestato il 23 gennaio scorso dai carabinieri con altre sette persone, tuttora in stato di detenzione – con esclusione di uno solo degli indagati – con l’accusa di traffico di sostanze stupefacenti.
«L’applicazione di una misura cautelare per fatti estranei all’attività di lavoro, se non crea problemi all’attività produttiva dell’azienda, non può incidere assolutamente sulla posizione lavorativa e non può quindi determinarne il licenziamento», affermano i legali di La Civita, gli avvocati Alessandro Margiotta e Catia Puglielli, «fin dal momento dell’arresto abbiamo presentato diverse istanze al giudice proprio evidenziando la necessità di poter consentire all’indagato di potersi recare al lavoro. Istanze che, inspiegabilmente, sono state tutte rigettate dal gip».
Il licenziamento in tronco ha provocato anche il risentimento dell’operaio verso il sindacato. La Civita è componente del direttivo locale della Cisl. Secondo l’uomo la sigla sindacale sarebbe intervenuta con l’azienda solo a licenziamento avvenuto. Particolare che avrebbe indotto La Civita a far sapere, tramite i suoi legali, di volersi rivolgere ad un’altra organizzazione sindacale per tutelare il suo diritto a conservare il posto di lavoro.
«Abbiamo costituito un pool di avvocati per difendere sia a livello penale che civile Andrea La Civita», precisa l’avvocato Catia Puglielli, rivelando di essere stata oggetto anche di velate minacce, senza però precisare chi le abbia fatte.
Insieme a La Civita sono ancora in stato di detenzione altre sei persone: tre in carcere e tre ai domiciliari.
Dietro le sbarre Massimiliano Le Donne, 33 anni, di Sulmona, Giovanni Gigante, 37 anni di Sulmona e Salvatore Moreci dell’Aquila. Sono ai domiciliari Domeniko Elezi, 31 anni, albanese, residente a Pratola Peligna, Francesco Tirimacco, 25enne, e Lorenzo Le Donne, 31 anni, entrambi sulmonesi.
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