Arrestato per la tentata violenza: in fuga, voleva prendere un treno

È un 20enne nordafricano. Bloccato alla stazione di Civitavecchia: «Vi sbagliate, non ho fatto niente» Analisi sugli indumenti dell’ex rugbista alla ricerca di prove. Sequestrato il telefonino dell’indagato
L’AQUILA. Una valigia in mano, pronto per prendere un treno e scappare chissà dove. Vistosi braccato, non ha opposto alcuna resistenza e si è fatto arrestare dicendo agli agenti: «Vi state sbagliando, non ho fatto niente». Il 20enne di origine magrebina, secondo la ricostruzione degli investigatori, è l’autore della tentata violenza sessuale e della rapina ai danni dell’ex giocatrice di rugby. Episodio avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì in zona Costa Masciarelli, non lontano da piazza Duomo, pieno centro cittadino.
INDAGINE LAMPO
Gli investigatori, già nelle ore immediatamente successive alla denuncia presentata dalla 30enne e dai suoi familiari, avevano visionato le immagini delle telecamere e raccolto più testimonianze, anche di alcuni conoscenti della donna. La svolta è arrivata giovedì quando un agente della Digos ha riconosciuto il 20enne, già tenuto sotto osservazione in quanto frequentatore di un’area dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio. Un uomo senza fissa dimora, ufficialmente, ma che nelle ore successive alla violenza potrebbe aver ottenuto amichevoli coperture. Sulle quali ora si sta indagando.
IL FATTO E L’ALLARME SOCIALE
La vittima ha raccontato di essere entrata in un kebbabaro del centro dove ha notato la presenza di un gruppo di stranieri. Quando ha lasciato il locale uno di loro l’ha seguita fino a uno sportello bancomat dove si è fermata per prelevare del denaro, 50 euro. L’aggressione, sempre stando al racconto della ragazza, si è consumata subito dopo in un vicolo buio. L’uomo avrebbe dapprima tentato un approccio sessuale, poi al rifiuto della 30enne sarebbero scattate le botte. Calci e pugni al volto. Da ex rugbista, la ragazza ha saputo resistere e difendersi, mettendo in fuga l’aggressore. La ragazza ha preso il cellulare e ha chiesto aiuto ai genitori. Solo dopo aver infilato la mano nella borsa si è accorta di essere stata derubata del portafogli. La giovane ha riportato la frattura della mascella e una prognosi di 40 giorni. Il fatto ha suscitato un notevole allarme sociale, alimentato anche da violenze accadute in passato e spesso legate al fenomeno movida.
LA CATTURA
La risposta delle forze dell’ordine è arrivata in poche ore. Allertati dagli investigatori aquilani della Squadra mobile (che lo tenevano d’occhio), agenti della Polfer di Civitavecchia hanno fermato il nordafricano ritenuto l’autore dell’aggressione. Quest’ultimo, nel pomeriggio di giovedì, aveva fatto perdere le proprie tracce, scappando dalla città. Così il sostituto procuratore Roberta D’Avolio che ha coordinato l’inchiesta ha disposto le ricerche per sottoporre il 20enne al fermo, visto il concreto pericolo di fuga e i gravi indizi di colpevolezza raccolti a suo carico. Il 20enne si trova rinchiuso nel carcere di Civitavecchia in attesa dell’interrogatorio di garanzia e della convalida del fermo da parte del gip del tribunale laziale. Al giovane è stato sequestrato un cellulare. Inoltre, gli abiti che la donna indossava quella notte verranno sottoposti ad analisi alla ricerca di possibili tracce biologiche utili a confermare le accuse.
«importante SINERGIA»
Per il questore Enrico De Simone si tratta di un risultato «frutto del coordinamento operato tra questura e polizia ferroviaria, sotto la direzione della Procura dell’Aquila». In questo modo «è stato possibile bloccare il presunto autore di un aberrante episodio di violenza che ha suscitato un notevole allarme sociale nel capoluogo aquilano».
L’ORA DEI RINGRAZIAMENTI
«Il mio plauso alla polizia che, con meticolose indagini, ha potuto identificare il presunto autore dell’aggressione», il commento di Roberto Santangelo, presidente del consiglio comunale, «è un segnale forte e importante per dare risposte tempestive a questi atti di violenza».
CONTINUA LA POLEMICA
A livello politico, non si spegne l’eco della polemica. «Come non essere d’accordo con il coordinatore comunale di Forza Italia, Stefano Morelli, quando sostiene che gli episodi violenti accaduti in centro storico impongono una riflessione e una presa di posizione da parte del sindaco», sottolinea il consigliere comunale Paolo Romano (L’Aquila Nuova), «Morelli ci parla di un centro storico che beneficia solo di eventi estivi e spettacoli sporadici, ma che manca di sicurezza, di pulizia, di vivibilità. Mi chiedo però come mai i consiglieri comunali di Forza Italia non siano intervenuti durante l’ultima seduta di consiglio comunale svolta sulle scuole, quando il sindaco si è scagliato contro i presidi e i rappresentanti sindacali che denunciavano le stesse mancanze cercando di sostenere la necessità di ricostruire le scuole in centro. Il sindaco nel 2022 ha siglato con la prefettura il Patto per la sicurezza urbana, lo scorso febbraio il protocollo d’intesa Mille occhi sulla città che avrebbe dovuto schierare le guardie giurate degli istituti di vigilanza privata: qual è lo sviluppo di questi progetti?».
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