Arresti a Celano, decide il Riesame E Piccone ufficializza le dimissioni

11 Marzo 2021

I giudici chiamati a pronunciarsi sulle richieste di revoca delle misure restrittive già respinte dal gip Attesa la decisione anche sulle ordinanze che riguardano le altre 23 persone coinvolte nella vicenda

AVEZZANO. I giudici del tribunale del Riesame questa mattina dovranno decidere sulle sorti del sindaco Settimio Santilli e del vice Filippo Piccone, accusati di reati contro la pubblica amministrazione al Comune di Celano. Il primo si trova agli arresti domiciliari e il secondo rinchiuso nel carcere di Vasto. Per Piccone la difesa, che teme per le sue condizioni di salute, presenterà una perizia per dimostrare che le sue patologie non sono compatibili con il regime carcerario.
La Procura di Avezzano aveva chiesto gli arresti per entrambi e il giudice per le indagini preliminari, Maria Proia, non si era discostato dall’istanza del sostituto procuratore Lara Seccacini ritenendo idonei i domiciliari per il primo cittadino, attualmente sospeso, e il carcere per l’ex parlamentare Piccone, che ieri ha ufficializzato le dimissioni, annunciate alcuni giorni fa, in Comune.
La maggior parte dei 25 indagati sottoposti a misure restrittive ha deciso di ricorrere al tribunale della Libertà chiedendo quindi che un nuovo giudice, indipendente dal primo, riesamini l’ordinanza restrittiva sia sotto l’aspetto della legittimità, sia nel merito. L’udienza è prevista alle 9.30 al tribunale dell’Aquila e la decisione dovrebbe arrivare nelle prime ore del pomeriggio.
Il caso su cui c’è più attesa è quello riguardante il vicesindaco, ormai dimissionario, Filippo Piccone. La perizia che sarà presentata ai giudici del Riesame parla di una incompatibilità dell’indagato con il carcere a causa del suo stato di salute. La documentazione è firmata dal noto anatomopatologo Giulio Sacchetti dell’Università Tor Vergata di Roma. «Il consulente», ha sottolineato il difensore di Piccone, l’avvocato Antonio Milo, «ha concluso che a causa delle molteplici patologie lo stato di salute dell’indagato è incompatibile con il regime carcerario. Si sta rischiando sulla vita di una persona», ha sottolineato il legale. Ieri mattina sono arrivate anche le dimissioni da consigliere comunale, nonché da assessore e vicesindaco. Sono state consegnate da un delegato nelle mani del commissario prefettizio Giuseppe Canale. Finora erano state solo anticipate al giudice per le indagini preliminari durante l’interrogatorio di garanzia quando la difesa aveva chiesto la scarcerazione per motivi di salute. Dimissioni andate ad aggiungersi a quelle presentate dall’assessore Barbara Marianetti.
Il tribunale del Riesame dovrà decidere anche sulle ordinanze degli altri 23 accusati. Per sei di loro si chiede la scarcerazione. Per gli altri la revoca dei provvedimenti restrittivi del divieto a esercitare l’attività professionale (da sei a 12 mesi). Alcune revoche per gli indagati coinvolti per fatti minori o marginali sono state già chieste e ottenute dalle difese al giudice per le indagini preliminari. Nei giorni scorsi il gip ha respinto la richiesta presentata dalla difesa di Piccone per la revoca o la sostituzione del carcere con i domiciliari. Ciò perché ha ritenuto la misura compatibile con il suo stato di salute. Anche la richiesta di revoca degli arresti domiciliari del sindaco Santilli, sospeso ma che finora non ha rassegnato le dimissioni, è stata respinta dal gip di Avezzano. Nell’interrogatorio si era avvalso della facoltà di non rispondere. Ora la parola passa al Riesame.
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