Arresto per usura, un giro molto più vasto

I sospetti della Finanza, caccia alle prove. I legali di Spada: «Solo volontariato verso la coppia di Carsoli»
AVEZZANO. Un vasto giro di usura, che interessa tutto il territorio marsicano e che coinvolge più persone in difficoltà economiche. È questa l’ipotesi su cui gli inquirenti stanno lavorando alla luce dell’operazione di Carsoli che ha portato all’arresto di un presunto usuraio avezzanese. Vittorio Spada, 26 anni, è comparso ieri mattina davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avezzano, Daria Lombardi, per l’udienza di convalida. Il giovane rom è uscito dal carcere e ha ottenuto gli arresti domiciliari dopo essersi avvalso della facoltà di non rispondere. Si teme che dietro a questo singolo episodio possa nascondersi un fenomeno più esteso sul territorio marsicano. Gli uomini della Guardia di finanza di Avezzano, coordinati dal procuratore Maurizio Maria Cerrato, titolare dell’inchiesta, stanno continuando le indagini che potrebbero portare al coinvolgimento di altre persone. L’arresto è infatti frutto di un’attività investigativa più vasta avviata a inizio 2023 ed eseguita attraverso l’uso di indagini tecniche di polizia giudiziaria. I difensori dell’indagato, Francesco Gargano e Gabriele Catarinacci, hanno sottolineato come il proprio assistito svolgesse «attività di socializzante e di volontariato». In virtù di tale servizio aiutava la coppia di Carsoli, due invalidi che hanno chiesto un prestito per il loro figlio malato, «anche nelle incombenze burocratiche». Il giovane è accusato di essersi fatto consegnare, impossessandosene, un libretto postale e una carta Postamat. Al riguardo la difesa sostiene che erano stati lasciati dai proprietari nell’auto con la quale il giovane li aveva accompagnati. L’operazione è partita dopo una telefonata al numero di pubblica utilità 117 della Guardia di finanza. La coppia ha raccontato al telefono quello che stava loro capitando. I due hanno sostenuto di essersi rivolti a dei soggetti di etnia rom per ottenere un prestito di 1.500 euro. Così le Fiamme gialle sono intervenute e hanno avviato le indagini senza tralasciare alcun particolare. Nel corso dell’operazione sono state eseguite anche due perquisizioni domiciliari e personali nei confronti di altri soggetti di etnia rom residenti ad Avezzano, strettamente collegati con l’usuraio. Si tratta della moglie e della sorella dell’arrestato. Secondo l’accusa, gli usurai avevano preteso somme esorbitanti a titolo di interesse. Si parla del 340% annuo che i soggetti fragili nei mesi successivi non sono più riusciti a onorare, restituendo, come acclarato in fase investigativa e fino alla data dell’intervento, la somma di 5.800 euro. Nel corso delle operazioni è emerso che la coniuge del 26enne tratto in arresto risulta percettrice del reddito di cittadinanza.

