Arriva Alex, il robot che aiuta i pazienti

La nuova dotazione tecnologica nell’Unità spinale della clinica San Raffaele: potenzia gli arti superiori
SULMONA. Si chiama Alex ed è il nuovo robot arrivato nella clinica San Raffaele di Sulmona ad ampliare la dotazione tecnologica della palestra robotica dell’Unità spinale della struttura sanitaria. Si tratta di un esoscheletro bilaterale per l’arto superiore, un dispositivo che avvolge entrambe le braccia, guidando i movimenti che i pazienti riproducono, grazie a un sistema integrato di realtà virtuale.
«Il San Raffaele di Sulmona è l’unico centro italiano specializzato nella riabilitazione del paziente mieloleso ad avvalersi di Alex Rs Wearable Robotics», spiega il dottor Giorgio Felzani, primario dell’Unità spinale della casa di cura, «il robot è composto da due esoscheletri a bracci simmetrici indipendenti, e sfrutta una tecnologia che imita al meglio il fisiologico meccanismo neuromuscolare allo scopo di incrementare la funzionalità degli arti superiori».
Alex è in grado di assistere in modalità automatica o manuale i soggetti tetraplegici, in base alle necessità del singolo, erogando il trattamento riabilitativo con elevata intensità e frequenza, con la possibilità di monitorare in continuo le prestazioni e di personalizzare il trattamento in base alle esigenze di ogni paziente. Il robot, infatti, avverte la minima azione muscolare del paziente accompagnandolo nei movimenti ripetuti anche quando le capacità motorie degli arti superiori sono nettamente ridotte. «Il nostro scopo», sottolinea Felzani, «non è solo quello di migliorare le autonomie del paziente ma anche arricchire le conoscenze fisiopatologiche del paziente con danno al midollo spinale e metterle a disposizione della comunità scientifica attraverso pubblicazioni su riviste internazionali specializzate».
L’implementazione della palestra robotica con Alex rientra nel più vasto progetto “Meccatronica avanzata per l’umanizzazione nella assistenza e la personalizzazione delle cure: un approccio multidominio integrato per la valutazione e la riabilitazione di pazienti con ictus in fase sub-acuta” promosso dal Consorzio interuniversitario Mebic (Medical and experimental bio imaging center), dall’Università telematica San Raffaele Roma e dall’Università di Roma Tor Vergata, grazie al finanziamento della Fondazione Roma. (c.l.)
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