Arriva il progetto per Palazzo Oliva: nuovi spazi culturali

27 Maggio 2021

Approvato il documento preliminare per il consolidamento Previsti centro di documentazione e sedi per attività locali

L’AQUILA. Buone notizie per la storica Villa Oliva di Civita di Bagno. La giunta ha approvato il progetto preliminare alla progettazione dei “lavori di consolidamento e recupero di palazzo Oliva”. I lavori sono stati finanziati con 3 milioni con delibera Cipe 24 del 2018.
OBIETTIVI. “Obiettivo prioritario dell’intervento”, si legge nella relazione al preliminare, “è il recupero dell’edificio finalizzato alla conservazione e alla valorizzazione del bene e del particolare contesto in cui esso si inserisce mediante la sua rifunzionalizzazione quale spazio a disposizione della comunità locale. Un luogo in cui far convivere le diverse destinazioni che nel tempo hanno caratterizzato l’uso dell’edificio che, da dimora nobiliare di campagna diventa poi nel tempo sede municipale e luogo in cui trovano sede la scuola materna e la scuola elementare, l’ambulatorio medico e, negli ultimi anni prima del sisma, la delegazione comunale. L’intervento ha l’obiettivo di restituire alla collettività un luogo a forte carattere identitario storicamente vissuto e frequentato, da qui la scelta di localizzare nell’edificio una serie di servizi di prossimità. Altro obiettivo che il recupero dell’edificio si prefigge di raggiungere è la creazione di un polo attrattore, da inserire nel più ampio progetto di valorizzazione delle emergenze storico naturalistiche dell’area, in grado di richiamare l’attenzione dei suoi abituali fruitori – quanto di potenziali visitatori – sulla storia e sulle origini della comunità locale mediante la creazione di un centro di documentazione, studi e orientamento turistico per la visita della vicina area archeologica di Forcona e di uno spazio espositivo in cui collocare parte dei reperti rinvenuti nell’area. L’intervento, dovrà soddisfare contemporaneamente i criteri di sostenibilità architettonica, compatibilità paesaggistica, sicurezza strutturale ed impiantistica connessi alla rifunzionalizzazione dell’edificio ed essere compatibile con le istanze di conservazione in coerenza con i princìpi del moderno restauro, oltre che, per la parte espositiva, essere rispondente alle indicazioni dettate dalla normativa in materia museale”. Nel dettaglio, al secondo piano andranno la sede della Delegazione, la sede dell’amministrazione separata dei Beni di Uso Civico di Bagno, in una stanza sarà collocato l’ufficio del Consorzio di Bonifica. L’amministrazione comunale inoltre, “accogliendo le proposte dei cittadini di Civita di Bagno” intende destinare, sempre al secondo piano, due stanze da mettere a disposizione della comunità locale, una da adibire a biblioteca-sala studio e l’altra, la stanza con l’affresco di San Raniero (vescovo di Forcona, patrono di Bagno e le sue Ville), da adibire a sala civica multimediale, luogo per incontri, dibattiti, proiezioni, da utilizzare anche come sala di rappresentanza. Con lo stesso intento due locali al primo piano sul lato Sud-Ovest saranno dedicati ad ambulatorio medico, da realizzare con ingresso indipendente.
MUSEO. “Con l’obiettivo di valorizzare la storia e il particolare contesto in cui Villa Oliva s’inserisce”, si legge nella relazione, “l’amministrazione ha inoltre deciso di destinare la restante parte del piano primo e l’intero seminterrato – con i resti dell’edificio termale di epoca romana – a centro di documentazione e orientamento turistico per la visita all’area archeologica di Forcona e spazio espositivo, in cui ricollocare parte dei numerosi reperti rinvenuti nell’area. Tale scelta, collocandosi in un più ampio progetto di riscoperta e valorizzazione dell’area archeologica, prevede la creazione di un museo quale espressione culturale e identitaria della comunità che lo ospita ma anche motore culturale di sviluppo; un polo attrattore, la cui presenza tramite l’organizzazione di eventi, dibattiti, proiezioni sia in grado di creare occasioni di rilancio e rivitalizzazione del luogo”.
STORIA. Nel XVI secolo la famiglia Oliva si insedia all’Aquila. La famiglia, divenuta poi Oliva-Vetusti in seguito al matrimonio tra l’avvocato Giuliano Oliva e Urania Vetusti, risiedeva stabilmente nel centro storico dell’Aquila tra via Paganica, via Navelli e via San Marciano e possedeva tra le proprietà, a Bagno, una residenza di campagna che nel corso degli anni assolse la funzione di accademia letteraria, museo personale della famiglia nonché tenuta agricola con palombaia e frutteto. L’edificio è organizzato su 3 livelli, di cui uno seminterrato e due fuori terra. Le ampie finestre poste in asse sui due prospetti permettono il godimento della totalità del paesaggio, giocando sull’osmosi tra il costruito e l’ambiente circostante. L’impianto è cinquecentesco, ma l’attuale aspetto è settecentesco, con torrette angolari e piccionaie che costituiscono un rilevante esempio di architettura del Settecento: ninfeo, meridiana e vasche d’acqua, opera di un probabile restauro dopo il sisma del 1703.
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