Arriva la “casa rifugio” al Centro antiviolenza

18 Gennaio 2020

L’AQUILA. Il Centro antiviolenza per le donne ha ottenuto dal Comune, dopo un periodo di attesa di oltre 10 anni, una casa rifugio dove ospitare persone che si trovino in una situazione di emergenza...

L’AQUILA. Il Centro antiviolenza per le donne ha ottenuto dal Comune, dopo un periodo di attesa di oltre 10 anni, una casa rifugio dove ospitare persone che si trovino in una situazione di emergenza per preservare la propria incolumità. Lo ha riferito in una conferenza stampa la presidente del Centro antiviolenza, Simona Giannangeli, alla presenza anche di altre volontarie dell’organizzazione. «Ora è finito», ha detto, «il tempo di soluzioni improvvisate. Non si tratta certo di una soluzione definitiva al problema, ma di un passo avanti di civiltà». La struttura è stata data dal Comune in comodato d’uso e si estende per 65 metri quadri con 4 letti. Oltre alle donne accolte ci saranno anche delle volontarie a presidio della struttura. La gestione, compresi i costi, è a carico del Centro antiviolenza che confida in un ripristino di un contributo di 5mila euro che l’ente erogava fino a pochi anni fa e che sarebbe utile per contenere i costi. Giannangeli si è rammaricata con toni forti per il fatto che le istituzioni, a tutti i livelli, compreso quello parlamentare, siano state sempre sorde alle richieste, al punto che per avere questa casa sono passati molti anni e il risultato è stato centrato solo grazie alla tenacia. Ha inoltre ribadito il concetto che i rimedi giudiziari dello Stato per difendere le donne in “codice rosso” sono lenti e non hanno risolto il problema. In pochi sono venuti incontro alle esigenze del Centro antiviolenze: Giannangeli ha citato l’ex questore Vittorio Rizzi, con il quale si stava cercando di utilizzare una casa cantoniera, anche se la burocrazia ha bloccato tutto, e l’ex rettore Ferdinando di Orio che, di recente, ha offerto un suo immobile. Sono stati anche forniti alcuni dati: mediamente sono 40/50 le donne che si rivolgono al Centro ogni anno. Un dato preoccupante: l’età degli autori delle violenze si abbassa e ci sono molti casi di giovani tra i 25 e i 35 anni.
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