Arrivano i rinforzi per il Genio civile

2 Marzo 2018

Una task force di 47 professionisti per smaltire in due mesi le oltre 350 pratiche arretrate. Alla fine resteranno 19 ingegneri

L’AQUILA. Una task force di 47 professionisti complessivi a disposizione del Genio civile, che in questo modo potrà smaltire in due mesi le oltre 350 pratiche arretrate della ricostruzione privata all’Aquila. È stato stabilito ieri mattina, durante la riunione operativa in Regione – inizialmente prevista per mercoledì 28 febbraio e rinviata per il maltempo – tra il vice presidente della giunta, Giovanni Lolli, il consigliere regionale e presidente della seconda Commissione permanente Territorio, ambiente, infrastrutture, Pierpaolo Pietrucci, il dirigente del Genio civile, Giancarlo Misantoni, e i rappresentanti delle varie categorie interessate alla ricostruzione, a cominciare dall’Ance.
«Le pratiche arretrate del Genio civile della ricostruzione privata del cratere aquilano, saranno evase in due mesi, attraverso un organico che è stato rinforzato», garantisce il consigliere Pietrucci. Per raggiungere l’obiettivo vengono assunti temporaneamente altri 28 professionisti. L’organico potenziato sarà composto da dieci dipendenti di Abruzzo Engineering, tre del Consorzio Isea e quindici professionisti esterni dall’elenco predisposto nei mesi scorsi per esternalizzare i depositi. «Sono 28 unità lavorative già entrate in servizio o in procinto di farlo nei prossimi giorni. A questi si aggiungono i 19 istruttori complessivamente già operativi da almeno un mese, di cui 8 all’Aquila, 5 ad Avezzano, 4 a Sulmona e 2 a Teramo», afferma Pietrucci. Che aggiunge: «Una volta smaltito l’arretrato, a regime, per la ricostruzione del cratere aquilano, al Genio civile rimarranno in 19: otto dipendenti effettivi, otto da Abruzzo Engineering e tre di Isea».
Si tratta di una composizione di organico che – è la stima – dovrebbe consentire l’esame delle pratiche che progressivamente affluiranno senza la formazione di arretrati. «È un piano dettagliato», spiega Pietrucci, «che si basa su analisi e proiezioni, un lavoro certosino di cui io e il vice presidente Lolli ringraziamo il dirigente Misantoni e tutta la struttura e il personale del Genio civile. La ricostruzione dell’Aquila e del cratere deve affrontare già troppi problemi, per fermarsi nel passaggio fondamentale al Genio civile: l’obiettivo è evadere l’arretrato e ripartire spediti, senza ovviamente penalizzare l’accuratezza del lavoro, da cui dipende il valore imprescindibile della sicurezza degli edifici». È quanto finora aveva auspicato soprattutto l’Ance, che ha denunciato più volte il fatto che la ricostruzione privata stava battendo colpi a vuoto, perché quando sembrava filasse tutto liscio, improvvisamente il meccanismo si inceppava di nuovo.
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