Arrivano le centraline antismog Ecco la mappa con i trenta punti

Prevista la misurazione della qualità dell’aria. Il Comune: «Avremo la più ampia copertura possibile» Individuate le zone densamente abitate o in forte espansione, molte le scuole coinvolte nel progetto
L’AQUILA. L’Aquila sempre più smart city. Per tenere sotto controllo l’inquinamento ambientale saranno installate 30 centraline in aree e punti strategici della città allo scopo di evidenziare le maggiori criticità e le necessità di intervento. E “guidare” le decisioni del Comune finalizzate al miglioramento delle condizioni ambientali. La delibera di giunta, di recente approvazione, proposta dell’assessore alle Politiche comunitarie e Smart City, Carla Mannetti, definisce la mappa del posizionamento dei rilevatori, ma non le relative verifiche tecniche dell’intervento, demandate a una fase successiva. L’operazione avrà un costo di 430mila euro.
CONTROLLO DELL’ARIA
Il progetto parte dalla constatazione di quanto «il sisma del 2009 abbia condizionato pesantemente la vita della città, sconvolgendo sia il tessuto urbanistico e economico-produttivo che le strutture e le consuetudini sociali. Si rende, pertanto, necessario», si legge nella delibera, «rilevare e reindirizzare molte delle dinamiche che costituiscono la vita cittadina, cogliendo nuove opportunità di miglioramento dell’esistente ed adattandosi ai numerosi cambiamenti che, comunque, sarebbero intervenuti nell’arco degli ultimi anni».
Per utilizzare positivamente tali cambiamenti, l’amministrazione ha avviato una serie di iniziative collegate a un modello integrato di smart city «con lo sviluppo di reti di sensoristica e sistemi di trasmissione ed elaborazione dati anche tramite l’utilizzo di tecnologie come l’intelligenza artificiale e la gestione dei big data». In particolare, è previsto «il controllo dell’inquinamento dell’aria mediante l’installazione di reti di centraline, che può evidenziare le aree con maggiore necessità di intervento e guidare le decisioni finalizzate al miglioramento delle condizioni ambientali».
TRENTA PUNTI
La rete di monitoraggio della qualità dell’aria sarà formata da 30 centraline «collocate in modo tale da avere una copertura più completa possibile della città». Molte le scuole coinvolte nel progetto come la secondaria in via Acquasanta, i Musp di Sassa e di via Salaria Antica est, la De Amicis in via della Polveriera e la Mariele Ventre in via Antica Arischia. Ma i rilevamenti verranno effettuati anche al terminal di Collemaggio, all facoltà di Ingegneria dell’Università dell’Aquila, alla stazione di Paganica, nel palazzo Provincia in via della Crocetta, lungo il Corso nella Casa delle tecnologie emergenti, a Villa Gioia, nella sede del tribunale. La scelta della localizzazione delle centraline è stata effettuata tenendo conto del «monitoraggio dei luoghi di forte esposizione come scuole e zone densamente abitate, l’utilizzo preferenziale di edifici di proprietà o in gestione al Comune, il monitoraggio delle zone di alta emissione di inquinanti e la vicinanza con sensori meteo, per valutare l’influenza delle variabili meteo sui meccanismi di diffusione».
STOP ALL’INQUINAMENTO
«La disponibilità di dati sulla qualità dell’aria consente di valutare eventuali criticità impattanti sulla qualità della vita e sullo stato di salute dei cittadini a lungo termine, di pianificare azioni per la diminuzione dell’inquinamento e di sviluppare modelli di simulazione sulla diffusione degli inquinanti», le finalità indicate nella delibera, «quindi, di valutare preventivamente gli impatti sulle future scelte di pianificazione». Il Cetemps dell’Università dell’Aquila ha messo a disposizione, per la definizione delle localizzazioni, i dati meteorologici e gli strumenti per la modellazione, mentre la mappa di posizionamento delle centraline proposta è frutto di un lavoro congiunto per la costruzione di una rete integrata che includa i sensori che installerà il Gran Sasso Science Institute (Gssi) e quelli del Comune. La scelta dell’operatore che realizzerà l’intervento non è ancora stata effettuata: pertanto «le localizzazioni individuate nel piano comunale possono essere soggette a modifiche per cause tecniche o economiche».
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