Asfalto nel Parco, la via resta sequestrata

7 Giugno 2017

Respinto l’appello del Comune di Villavallelonga. Il Wwf: «Area da difendere per la presenza dell’orso»

VILLAVALLELONGA. Resta sotto sequestro la strada asfaltata nel Parco d’Abruzzo. Il tribunale dell’Aquila (presidente Giuseppe Romano Gargarella, giudice Guendalina Buccella, giudice estensore Marco Cervellino) ha respinto in camera di consiglio l’appello, presentato dal sindaco di Villavallelonga, contro l’ordinanza con la quale il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avezzano aveva a sua volta dichiarato inammissibile l’istanza di dissequestro della strada Villavallelonga-fonte Aceretta, in pieno territorio del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
La pista era asfaltata nel primo tratto, fino alla località Madonna della Lanna, aveva un asfalto ormai quasi inesistente nel secondo tratto, fino a località Ciafassa, ed era bianca-sterrata nell’ultimo tratto, fino alla fontana dell’Aceretta. Contro questo intervento si scagliarono le associazioni Wwf, Legambiente, Pro Natura, Touring club, “Salviamo l’orso”, Lipu, Mountain Wilderness e “Dalla parte dell’orso” con una serie di interventi nei quali contestarono anche il nulla osta a suo tempo (il 30 gennaio 2015) rilanciato dal Parco. Questo nulla osta era tuttavia condizionato da una serie di prescrizioni che a detta delle associazioni non sono state rispettate in fase di cantiere. Proprio il mancato rispetto delle prescrizioni ha determinato l’intervento della magistratura e il sequestro di parte della strada e questo stesso mancato rispetto è ora alla base del rigetto anche in appello del ricorso del sindaco teso a riottenerne la disponibilità. In attesa della pronuncia nel merito, il Wwf «prende atto con soddisfazione, certamente condivisa dalle altre associazioni che a suo tempo sono intervenute sul problema, della conferma del sequestro».
«L’area in questione, limitrofa alle foreste vetuste della Val Cervara, è una delle più importanti e cruciali per la conservazione, tra l’altro, dell’orso marsicano», precisa il Wwf, «non a caso il Piano di azione per la tutela dell’orso marsicano, sottoscritto da Ministero, evidenziando il disturbo procurato dalla presenza della fitta rete di sterrate che permette l’accesso anche ad aree montane remote, indica chiaramente, tra le strategie di conservazione, la regolamentazione dell’accesso di tutte le strade sterrate nell’areale di presenza dell’orso il che vale ancor più per un’area delicata come i Prati d’Angro verso la quale l’accesso deve essere regolamentato». (r.rs.)
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