Asili nido, ora l’assessore chiama in campo il consiglio

Di Giovambattista: di fronte al rischio di contravvenire alle norme europee dovrà essere la politica ad assumersi la responsabilità di una decisione
L’AQUILA. «Sulla vicenda degli asili nido diamo la parola al consiglio comunale». L’assessore Emanuela Di Giovambattista indica una terza strada, che media tra le due posizioni diametralmente opposte espresse dalla senatrice Stefania Pezzopane, che ritiene rinnovabili i contratti delle educatrici, e il sindaco Massimo Cialente, affiancato dall’assessore Betty Leone, che dicono no alle proroghe, a causa del Jobs Act. Intanto stamani, alle 10.30, è prevista la manifestazione di protesta, con il presidio del nido di Pile, promossa dalla venti maestre rimaste senza lavoro. Il nodo del contendere è l’interpretazione della circolare emanata dal ministro Marianna Madia: «Una circolare», spiega l’assessore alle politiche sociali e al diritto allo studio Di Giovambattista, «che può essere un punto di partenza per aprire una riflessione e articolare percorsi di stabilizzazione dei servizi educativi. Il problema è che il testo presenta aspetti poco chiari e soprattutto non esenta i Comuni dal rischio di contravvenire alle norme europee sul lavoro flessibile. In pratica, gli enti possono utilizzare le varie tipologie di contratti a tempo, ma devono rispettare le regole dettate dalla Commissione europea: se c’è un ricorso eccessivo, in particolare se si prolungano i tempi di utilizzo del lavoro flessibile, l’ente in questione può esporsi al rischio di risarcimento del danno da parte del lavoratore. Nel caso delle educatrici precarie degli asili nido comunali, non dimentichiamo che stanno lavorando, attraverso proroghe, dal 2009. Stando così la situazione», sottolinea l’assessore, «ritengo che debba essere la politica a discutere di questa problematica e ad assumersi la responsabilità di prendere una decisione». L’unico organo istituzionale deputato a decidere sulla sopravvivenza dei due nido comunali, Primo Maggio e Ape Tau, che il Comune ha scelto di chiudere, è dunque, secondo l’assessore, il consiglio comunale: «Mi auguro quindi che, anche attraverso la convocazione di una seduta straordinaria», conclude Di Giovambattista, «si possa avviare una discussione seria e motivata, visto che gli asili nido comunali rappresentano un patrimonio da difendere, insieme alla professionalità delle educatrici, nonché un servizio importante per le famiglie. Credo che la politica possa trovare una soluzione per superare gli attuali ostacoli». L’unico asilo nido comunale che aprirà le porte, oggi, è quello del “Viale”, ospitato nel Musp di via Ficara: per gli altri due, il Comune intende predisporre un bando per affidarne la gestione a una cooperativa, che dovrà però riassumere il personale precario. Anche le 16 educatrici della cooperativa sociale sono pronte alla mobilitazione.
Romana Scopano
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