«Asilo al Viale, opportunità per i giovani»

L’AQUILA. L’associazione «Club Forza Silvio Giuseppe Ungaretti L’Aquila» interviene sull’asilo di viale Duca degli Abruzzi. «Auspicabilmente in primavera», si legge in una nota, «dovrebbero iniziare...
L’AQUILA. L’associazione «Club Forza Silvio Giuseppe Ungaretti L’Aquila» interviene sull’asilo di viale Duca degli Abruzzi. «Auspicabilmente in primavera», si legge in una nota, «dovrebbero iniziare i lavori per la riqualificazione. È dunque questo il momento di costruirsi una visione di quello che si vorrà avere in quello spazio sottratto a degradante squallore e chiamato a essere il centro di aggregazione sociale e culturale della gioventù aquilana. Abbiamo voluto immaginare la situazione futura con uno schizzo di progetto: siamo partiti da spazi come biblioteca, sala studio, internet point, laboratori e sala prove e dalla sede per la Consulta Giovani: questi li abbiamo visti, poi, a loro volta, come spazi specifici parte di una realtà complessiva più libera, che permetta di ospitare realtà diverse. La nostra visione è che il favorire che tanti giovani e associazioni trovino nell’ex asilo una sede per la propria espressione e le proprie idee sia il modo migliore per creare opportunità per tutti, sia dal punto di vista sociale che dal punto di vista creativo e culturale, perché troverebbero in tale sede un ambiente stimolante, vario e ricco di utili e nuove connessioni. Tutti potranno servirsi di questo spazio bene comune senza dover chiedere favori e senza che l’opinione politica sia un discrimine. Riteniamo quindi opportuno che gli spazi non vengano gestiti o manipolati da una singola parte politica bensì da un equilibrio armonico tra le parti garantito dall'attività svolta dalla Consulta Giovani. Noi vediamo una sola attività commerciale interna alla struttura: un caffè letterario, che sia luogo sociale e culturale, per legittimarsi in contesto come quello che immaginiamo. L’idea nostra vorrebbe che il profitto del bar venisse adoperato per la pulizia e la manutenzione dell’intero stabile, per rendere la struttura autonoma anche finanziariamente, senza che pesi sulle tasche dei già tartassati cittadini».
«Seppur vari rappresentanti del Comune si siano riempiti la bocca di slogan sulla riqualificazione e la ricostruzione sociale, di fatto non è minimamente stato impostato il piano di recupero e gestione».

