Asilo chiuso, Comune nel mirino

5 Ottobre 2018

I genitori: «Fare chiarezza o restituire le chiavi alla parrocchia»

AVEZZANO. Quartiere di via Nuova mobilitato per la chiusura della scuola materna paritaria Sant’Isidoro. I genitori sono stati costretti a iscrivere i propri figli in altre sedi «con costi aggiuntivi» e «senza tante spiegazioni». Per avere lumi sul futuro della scuola, dove il ciclo scolastico è stato sospeso «sembra per la mancanza di qualche bambino», oltre che per la sorte dell’edificio, perfettamente a norma, donato dall’ex Arssa al Comune di Avezzano un po’ di anni orsono per finalità pubbliche, mamme e papà, con al fianco il consigliere comunale Giancarlo Cipollone, bussano alla porta del sindaco Gabriele De Angelis.
«Vorremmo capire perché la scuola Sant’Isidoro ha sospeso le lezioni dall’oggi al domani senza neanche un incontro coi genitori», affermano Luca Cicchinelli, Antonello De Santis, Valerio De Sanctis e Laura Crisante, a nome delle mamme e dei papà del quartiere, «e cercare con il sostegno dell’amministrazione, costretta a pagare l’affitto per la messa a norma delle scuole, la possibilità di trovare una via d’uscita per riaprire la materna».
Questo è il primo obiettivo dei genitori costretti a iscrivere i propri figli in altre scuole con aggravio di spese, mentre quell’edificio rischia di «finire nel degrado, o peggio, usato per altri scopi. Se non sarà possibile riaprire la scuola», aggiungono i genitori insieme al consigliere Cipollone, «poiché negli anni è passata di mano in mano, mentre la proprietà dovrebbe essere del Comune, è necessario rifare la storia di quell’edificio. Per quel che ci risulta, la struttura coi terreni attorno fu regalata dall’ex Arssa all’amministrazione che l’affidò alla parrocchia per finalità pubbliche declinate nella scuola gestita fino a qualche anno fa dalle suore. Poi sono arrivare le maestre e un’altra gestione». Ora, però, con lo stop alla missione scolastica, i residenti temono che la struttura possa essere destinata ad altro. Per questi motivi chiedono al sindaco di fare chiarezza sulla questione. «Se non sarà possibile riaprire la scuola», concludono, «il Comune rimetta le cose a posto e riconsegni le chiavi alla parrocchia e alla comunità di via Nuova». (m.s.)
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