Asl, arriva la stabilizzazione per 80 precari

Il Comune: «Risposta dal governo». Ma Verini e Padovani denunciano: «Agguato alla facoltà di Medicina»
L’AQUILA. Saranno pubblicati nelle prossime settimane i bandi per la stabilizzazione di ottanta unità di personale, tra precari della Asl 1 e internalizzati. Lo annuncia il sindaco Pierluigi Biondi, nel ruolo di presidente del Comitato ristretto dei sindaci. «Le procedure di stabilizzazione avviate dall’Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, riservate ai dipendenti delle cooperative che hanno svolto attività sanitaria e socio-sanitaria per l’azienda», dice Biondi, «rappresentano un’ulteriore e significativa risposta del governo regionale per raggiungere standard elevati di qualità dei servizi ospedalieri in maniera strategica e integrata per le nostre aree interne. Non solo, sono il riconoscimento della professionalità acquisita dal personale durante l’emergenza Covid». La procedura di selezione è riservata, fino al 50% dei posti disponibili, ai lavoratori che abbiano svolto prestazioni in regime di esternalizzazione per la Asl 1 nel periodo compreso tra il 31 gennaio e il 31 dicembre 2021. Intanto, il sindacato Fesica-Confsal ha convocato per lunedì 6 novembre un’assemblea, che si terrà alle 16 nell’aula Dal Brollo dell’ospedale San Salvatore, per ribadire la necessità di internalizzare i servizi e chiedere ai lavoratori di compattarsi, sottolineando che «la volontà di trovare soluzioni è esclusivamente politica».
L’ALLARME SCIPPO
«Il nuovo piano di ristrutturazione ospedaliera approvato dalla giunta Marsilio prevede, per l’ospedale aquilano, la soppressione dell’unità operativa universitaria di Neurologia che passerebbe a ospedaliera». La denuncia arriva dai consiglieri comunali Enrico Verini e Gianni Padovani. «Il piano», dicono, «già a una lettura superficiale presenta un vero e proprio agguato nei confronti delle strutture universitarie del nostro ospedale e, come conseguenza, un’azione mirata di killeraggio nei confronti della nostra facoltà di Medicina». Verini e Padovani ricordano che sono già state cancellate le unità universitarie di Chirurgia vascolare, Chirurgia e diagnostica, Endoscopia, Anatomia patologica. «Il disegno», spiegano, «è di mortificare la nostra facoltà di Medicina, lasciare a noi solo un polo umanistico, darci il contentino del Gssi, prestigioso ma con pochissimi studenti, e trasferire la formazione in campo medico sempre di più all’università di Chieti. Il rafforzamento dell’ateneo di Chieti è legato alla crescita dell’ospedale teatino dallo stesso rapporto che porta la nostra facoltà di Medicina a collassare con l’eliminazione dei reparti universitari al San Salvatore». (r.s.)
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