Asl, centro prenotazioni in tilt: «Sistema informatico bloccato»

Vespa (Cisal): «Utenti costretti a lunghe file, impossibile anche il pagamento con carte e bancomat» Il sindacato: stato di agitazione del personale. L’azienda sanitaria non replica alle contestazioni
L’AQUILA . Proclamato lo stato di agitazione tra il personale del Cup dell’ospedale San Salvatore. L’iniziativa parte dalla Cisal dopo «mesi di segnalazioni alle quali l’Asl non ha mai risposto». Secondo il segretario provinciale del sindacato Giuliana Vespa, il centro unico di prenotazione sarebbe «nel caos totale, nel disinteresse dell’azienda sanitaria». Ieri altra giornata campale, per gli utenti in fila agli sportelli: il sistema informatico è andato in tilt in alcune postazioni e da una settimana sono fuori uso i Pos e si accettano soltanto pagamenti in contanti.
«Sono mesi che la Cisal dell’Aquila», afferma Vespa, «segnala le gravi carenze presenti al Cup dell’ospedale San Salvatore, che rendono la vita difficile sia ai dipendenti che all’utenza. Da tempo segnaliamo il mancato funzionamento dei microfoni posti a ogni sportello. Ciò comporta che, aggravato dall’uso obbligatorio delle mascherine, gli operatori, tra l’altro schermati dal plexiglass, sono costretti a urlare per tutto il turno di lavoro nella speranza di farsi capire dall’utenza. Risultato è che i dipendenti tornano a casa senza voce e l’utenza, sfinita dalle lunghe attese e dalla non comprensione di quanto viene detto, chiama le forze dell’ordine quasi quotidianamente».
Vespa sottolinea, inoltre, che «ad aggravare tutto ciò c’è il malfunzionamento del sistema telematico Iasi, sempre dell’Asl, che lunedì mattina in alcune postazioni ha proprio smesso di funzionare, creando ovviamente file infinite di gente che sperava di poter pagare il ticket. Ma non finisce qui: i Pos per il pagamento non funzionano da una settimana e quindi chi non ha prelevato soldi contanti, dopo ore di fila e dopo aver urlato fino a non avere più voce per farsi capire, non può pagare la prestazione richiesta. È vergognoso», aggiunge il segretario Cisal, «che nel 2021 e in piena pandemia si verifichino queste situazioni da terzo mondo. Ci auguriamo che l’Asl, fino ad ora silente, si adoperi immediatamente per risolvere questi problemi nell’interesse dei lavoratori e degli utenti che con le loro tasse pagano il servizio. Nel frattempo», conclude Vespa, «viene proclamato lo stato d’agitazione». Per ora l’azienda sanitaria, contattata dal Centro, non intende replicare alle contestazioni della Cisal.
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