Asl, personale spostato all’Aquila la Uil insorge: no al rastrellamento

AVEZZANO. Asl a caccia di personale negli ospedali di Avezzano, Sulmona e Castel di Sangro da «impiegare all'interno del San Salvatore dell’Aquila, struttura di riferimento Covid della provincia, per...
AVEZZANO. Asl a caccia di personale negli ospedali di Avezzano, Sulmona e Castel di Sangro da «impiegare all'interno del San Salvatore dell’Aquila, struttura di riferimento Covid della provincia, per l'attivazione di ulteriori quaranta posti letto di medicina da allestire nell'edificio Delta 7 dedicato ai ricoveri per la pandemia». La Uil Fpl insorge contro le politiche «ragionieristiche» del manager Roberto Testa improntate ai tagli.
«La sanità della provincia dell'Aquila», tuonano il segretario provinciale del sindacato Antonio Ginnetti, il responsabile del dipartimento sanità Gianfranco Giorgi e il segretario della Fsi Salvatore Placidi, «rischia di implodere a causa dell'emergenza Covid. È in pieno caos per la carenza di personale e registriamo una grave situazione all'interno di tutti gli ospedali della provincia». I sindacalisti scendono sul sentiero di guerra e lanciano un appello alla politica affinché «metta fine alla deludente gestione dell'azienda sanitaria. Chiediamo chiarimenti riguardo una lettera a firma del direttore sanitario della Asl Sabrina Cicogna e della responsabile del dipartimento delle professioni sanitarie Adriana Pignatelli», aggiungono, «con la quale si intende reclutare 25 infermieri dagli ospedali di Avezzano, Sulmona e Castel di Sangro da impiegare al San Salvatore. Riteniamo che siano posti necessari e che vadano attivati, ma non si può reclutare il personale dalle strutture sanitarie già carenti di organico. Non c'è solo il Covid da curare».
Per i sindacalisti la Asl non può raschiare il fondo del barile, ma deve cambiare rotta per coprire i fabbisogni di personale. «Diciamo da mesi che bisogna fare investimenti sul personale e sulla tecnologia, data la seconda ondata di pandemia», insistono, «ma il manager Testa continua a essere orientato a risanare il bilancio con una politica di tagli sul personale. Finora le unità operative in prima linea nella lotta al Covid hanno retto grazie al sacrificio dei medici e del personale, ma la resistenza umana ha un limite. Come si può parlare di tagli quando in tutte le Asl d'Italia si sta investendo? La prima ondata ci ha graziato, la seconda ci sta mettendo in grande difficoltà: c'era da aspettarselo. I nostri ospedali, invece, sono completamente impreparati. Gli infermieri del Delta 7 dovranno essere operativi entro il 23 ottobre. I reparti del San Salvatore sono stati nel frattempo depotenziati per utilizzare il personale nella zona grigia, dove i pazienti in attesa di ricovero attendono gli esiti dei tamponi. Ci opponiamo fermamente a questo nuovo rastrellamento di personale. Se accadrà, c'è il serio rischio di mandare al collasso gli ospedali che si occupano anche di altre patologie. Il personale medico e del comparto va integrato, ma attingendo all'esterno della Asl. L'azienda avrebbe dovuto assumere per tempo altro personale per creare le strutture in grado di reggere l'impatto della nuova pandemia". Ginnetti, Giorgi e Placidi bocciano il reclutamento del personale ad Avezzano, Sulmona e Castel di Sangro, e chiamano il comitato ristretto dei sindaci della Asl a intervenire, finché si è ancora in tempo, sulla «sprovveduta gestione dell'azienda sanitaria». (m.s.)
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