Asm decapitata, Biondi rischia le penali

Gli esponenti della minoranza: «Il Comune sapeva, centrodestra incapace». Spunta l’ipotesi del ritorno di Rosettini
L’AQUILA. «Un’amministrazione di incapaci e arroganti». L’opposizione attacca a testa bassa il centrodestra sul caso Paolo Federico, dopo l’atto con cui l’Anac ha dichiarato illegittima la nomina del sindaco di Navelli ad amministratore unico dell’Asm. In una conferenza stampa congiunta – assenti, ma non per motivi politici, Carla Cimoroni (Coalizione sociale) ed Elisabetta Vicini (Democratici e socialisti) – i consiglieri comunali di minoranza hanno mosso pesanti critiche non solo nei confronti della giunta e del sindaco ma anche verso il segretario generale del Comune Alessandra Macrì.
LA POLEMICA. «Quando sollevammo il problema», ha affermato il capogruppo del Passo Possibile Paolo Romano, «il segretario generale rispose, testualmente, che se fosse arrivato un parere negativo dell’Anac, si sarebbero messi tutti un paio d’orecchie d’asino. Beh, eccole qua: gliele abbiamo portate», ha poi detto Romano esibendo delle finte orecchie da ciuchino. «Le norme amministrative hanno un carattere generale e astratto, non possono essere piegate a uso e consumo di una parte politica. Sta venendo meno il sistema di controlli interno che dovrebbe essere garantito dal segretario generale. Abbiamo problemi in ogni settore e obbrobri amministrativi in ogni delibera». Secondo Romano, per evitare che l’Asm rimanga senza un amministratore, si potrebbe prendere in considerazione la possibilità di «un ritorno di Francesco Rosettini, che venne meno con la nomina di Federico. Ma ora, in virtù della decadenza di quest’ultimo, potrebbe essere rimesso al suo posto».
IL COMUNE SAPEVA. «Cos’altro deve succedere per far prendere consapevolezza alla città di quanto arrogante, sordo e superficiale sia l’atteggiamento di quest’amministrazione?», ha affermato il capogruppo Pd, Stefano Palumbo. «Questa vicenda è solo l’ultima di una lunga serie di episodi che hanno visto quest’amministrazione soccombere rispetto a criticità che noi, come opposizione, avevamo sollevato per tempo in varie occasioni e che si sono puntualmente verificate. I nodi piano piano stanno venendo al pettine, ma questo non ci consola perché a pagarne le conseguenze è la città. La pronuncia sull’inconferibilità di Federico», ha dichiarato Palumbo, «non è un fulmine a ciel sereno. L’Anac aveva trasmesso al Comune la notifica dell’apertura di una procedura d’indagine ad aprile. All’epoca denunciammo anche come questa cosa fosse stata tenuta nascosta per approvare il bilancio». «Per dirla in italiano sono dei cialtroni, per dirla in aquilano sono dei cinciari», è stato l’affondo di Giustino Masciocco (Articolo 1). «Essere sospesi dal potere di nomina, quantunque solo per tre mesi, per un sindaco è gravissimo. E tutto ciò perché è accaduto? Qual è il motivo che ha portato a nominare Federico? Era Liris che spingeva? La verità è che il sindaco sta prendendo botte da tutte le parti».
SEGRETARIA NEL MIRINO. «Federico ha la responsabilità di essersi fatto usare da un gruppo di dilettanti allo sbaraglio come tessera di un mosaico che serviva solo a far eleggere determinate persone a determinate cariche” ha osservato Lelio De Santis (Italia dei Valori/Cambiare insieme), che, come Romano, ha poi attaccato la Macrì: “Dovrebbe essere il garante della parte gestionale e amministrativa, invece è una figura completamente assente. Ridateci Pirozzolo”. "Un'amministrazione comunale può essere sorda, può essere arrogante e può essere incapace ma quando è sia sorda che arrogante ed incapace allora i danni si moltiplicano e non si vedono le vie d'uscita" è stato invece il commento di Sinistra Italiana.

