Asm, ora spunta il precedente: il direttore Ianni fu minacciato

Nel 2019 l’intimidazione al dirigente con una lettera che faceva riferimento a un agguato di mafia Al vaglio degli inquirenti possibili collegamenti col rogo che ha distrutto il centro rifiuti di Bazzano
L’AQUILA. Spunta una nuova pista sul rogo dell’Aquilana Società Multiservizi. A distanza di due settimane dall’incendio di origine dolosa che ha causato la perdita di un terzo dei mezzi aziendali e del prezioso macchinario per il trattamento della plastica, oltre che del capannone che li custodiva, salta fuori un precedente da vagliare per gli investigatori. Nel 2019 un grave episodio riguardò infatti l’attuale direttore dell’Asm, Fabio Ianni, all’epoca dei fatti responsabile del Servizio macerie e igiene urbana del Comune dell’Aquila, che si vide recapitare una lettera di minacce anonima: «Fabio Ianni deve fare la stessa fine», recitava il testo della missiva, corredata da un articolo di giornale in cui si dava notizia dell’esecuzione a sangue freddo del 51enne Marcello Bruzzese – fratello del collaboratore di giustizia legato alla ‘ndrangheta Girolamo – raggiunto da una ventina di colpi di pistola esplosi da distanza ravvicinata in un agguato avvenuto nel Pesarese la notte di Natale del 2018.
Agguato per il quale lo scorso giugno il gup di Pesaro ha emesso due sentenze di condanna all’ergastolo a carico del 43enne Fancesco Candiloro di Polistena e del 44enne Michelangelo Tripodi di Vibo Valentia, entrambi riconosciuti come gli esecutori materiali del delitto Bruzzese. Si attende ancora invece la sentenza definitiva a carico del terzo imputato, il 57enne Rocco Versace di Taurianova, accusato invece di aver pianificato l’omicidio.
Forse solo una suggestione senza alcuna attinenza con il rogo di sette giorni fa. O forse no. La soluzione del giallo dell’Asm resta nelle mani degli inquirenti, che al momento non sembrano ancora escludere nessuna pista.
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