Asm, quasi 600 mila euro per gli affitti

Nell’elenco anche 138mila euro per consulenze e collaborazioni esterne. E i cittadini protestano per la raccolta
L’AQUILA. Consulenze esterne, affitti di capannoni e uffici, con un servizio di raccolta rifiuti, che in molti casi fa acqua.
L’Asm ha da poco presentato una sorta di relazione che viene chiamata “piano finanziario” al Comune, proprietario della Spa partecipata al 100%, e approvato dal consiglio comunale. Per un totale di 14,5 milioni di euro.
CONSULENZE. L’Asm nel 2017 ha speso 138.755 euro per incarichi di collaborazione o consulenza, per collaudi, patrocini legali, affidamento di direzione lavori, progettazione, Commissioni giudicatrici, Collegio sindacale. Anche se il Comune (l’Asm è una società in house) dispone di un ufficio legale e di molti ingegneri. Delle spese di consulenza non si fa alcun riferimento nel Piano finanziario.
AFFITTI. L’Asm inoltre spende circa 48.391 mila euro al mese (pari a 580.692 all’anno) per affitti, locazioni e un mutuo, la parte più pesante, alla Bnp Paribas, per il capannone e la palazzina degli uffici di Bazzano, che costa 36.984 euro al mese. 990 euro sono per il capannone del Centro di raccolta di Bazzano, mentre 10.417 euro è l’affitto mensile che Asm paga all’Ama (altra azienda in house del Comune, partecipata al 100%) per il capannone uffici e rimessa mezzi a Pile.
LA RACCOLTA FA ACQUA. Secondo alcuni cittadini, che hanno anche raccolto una documentazione fotografica, la raccolta, in particolare quella porta a porta, e il conferimento dei rifiuti nel centro di Bazzano, non funzionano. Come dimostrano le istantanee, i mezzi, spesso obsoleti, disperdono i rifiuti raccolti lungo il tragitto, che passa attraverso la superstrada di Bazzano. «Spesso si trovano lungo la strada sacchetti interi di rifiuti persi dai mezzi, soprattutto quelli piccoli e scoperti che viaggiano stracolmi. Sono anche molto pericolosi per le auto e gli altri automezzi che percorrono la superstrada a velocità spesso sostenuta», dicono i cittadini-utenti, «perché possono essere causa di sbandamenti e incidenti». Le aree dei cigli della supestrada sono diventate vere discariche. «L’Aquilana società multiservizi non provvede a raccogliere i rifiuti che in parte vengono dispersi dai mezzi dell’azienda stessa e in parte gettati dagli automobilisti».
PORTA A PORTA. «Il servizio porta a porta, oltre a lasciare a desiderare in sé, quando viene fatto provoca più danni che altro. Basta guardare la foto per rendersi conto di ciò che lasciano a terra gli operatori dell’Asm. Loro sono tenuti a raccogliere l’immondizia che cade mentre stanno facendo il servizio. Tanto che sui mezzi hanno la pala e la scopa proprio per questo lavoro. Altrimenti chi dovrebbe raccogliere i rifiuti che seminano loro lungo le strade?».
«Il pesce puzza dalla testa», afferma Edoardo Jakubowski, esperto in gestione aziendale, «perché se una Spa come l’Asm non viene controllata a dovere dal Comune, accadono situazioni come queste. Non si può pensare solo all’aspetto politico-elettorale. Quello dei rifiuti è un settore nevralgico per una città. Gestirlo con questa superficialità, sia nei numeri che nei contenuti, potrebbe portare a problemi molto seri, più di quanti ce ne siano già adesso, a partire dalla raccolta porta a porta e dalla differenziata».
CUI PRODEST? Ma la domanda è: a chi giova non far funzionare la raccolta differenziata, che all’Aquila è ferma al 34%, nonostante il porta a porta (che ad Avezzano in un anno l’ha fatta schizzare dal 35% al 70%)? «Certo che più indifferenziato si porta da separare e più gli impianti lavorano: più i Comuni alzano la differenziata, meno incassano gli impianti. Ma più incassano i Comuni e gli impianti della differenziata», afferma Jakubowski.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

