Assaltata nella notte la gioielleria Cavallo

14 Aprile 2019

Bottino di oltre 100mila euro. I sei banditi hanno protetto la loro fuga mettendo dei tronchi e due furgoni sulla strada

L’AQUILA. La tecnica è sempre la stessa: blitz nella notte, chiusura degli ingressi per rallentare l’arrivo della polizia, e incursione nella gioielleria a colpi di mazze. E il bottino, per un “lavoro” durato meno di 4 minuti, è assai appagante visto che supera i 100mila euro oltre a pochi spiccioli prelevati dalla cassa. A fare le spese della “banda della gioiellerie” (compresi gli ingenti danni al negozio) è stata l’“Isola del tesoro”, della famiglia Cavallo, all’Aquilone. I banditi, secondo la polizia, erano almeno 6, mentre l’incursione c’è stata poco prima delle 4 di ieri.
L’ASSALTO. I banditi (forse gli stessi che poche settimane fa hanno assaltato “Morelli gioielli” a Globo e rapinato venerdì la “Gioielleria Ranalletta” ad Avezzano), hanno preparato il blitz con attenzione. Prima di tutto hanno chiuso le rampe di accesso ai locali con due furgoni (rubati) e con dei tronchi di pino che avevano segato poco prima con lo scopo di ritardare l’arrivo della polizia. Poi, con delle mazze, hanno sfondato la vetrata dell’ingresso principale, (che forse poteva essere aperto anche a calci) e sono corsi alla gioielleria. Hanno segato la serranda facendo un pertugio triangolare tramite il quale sono entrati nei locali e, fracassando le vetrine a mazzate, hanno preso quanto possibile caricando la preziosa merce nei sacchi. L’allarme era scattato e, aiutati dal buio, sono scappati a piedi verso l’autostrada dove qualcuno li stava attendendo. Il tutto in meno di quattro minuti.
I TESTIMONI. I banditi, forse provenienti da basso Lazio o Campania, non sanno quanto hanno rischiato. Nel senso che sono stati visti, mentre fuggivano con i sacchi stracolmi, tutti vestiti di nero, da alcuni ragazzi che erano andati in auto a fare rifornimento alle pompe di benzina vicine al centro commerciale. I giovani , terrorizzati dalla vista di quei “loschi messeri” , hanno dato l’allarme ma i banditi, nonostante l’immediata segnalazione, si sono dileguati in tempo, probabilmente ignari di essere stati notati. «Abbiamo avuto paura», hanno raccontato, «perché ci siamo trovati molto vicini a loro». Che, però, avevano solo interesse ad andarsene al punto che hanno anche smarrito uno dei sacchi e lasciato una mazza nella concitazione della fuga.
LE INDAGINI. La squadra Mobile, giunta sul posto insieme alla Volante, ha sequestrato i furgoni usati per chiudere la strada, la motosega con la quale sono stati tagliati i tronchi e ha acquisito tutti i filmati. Molto importante potrà essere il lavoro della polizia scientifica sulla tracce lasciate dai banditi anche per verificare se ci sono stati elementi di contatto almeno con l’altro colpo andato a segno ai danni della gioielleria di Globo. Ma, se ci sono i filmati, sarebbero anche da verificare quelli, di alcuni giorni fa, per vedere se tra la gente che si è aggirata nei pressi del negozio sia possibile scovare dei basisti. Improbabile, infatti, che i malviventi non avessero fatto sopralluoghi.
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