Assalto al Centro d’accoglienza, condannato a 6 anni

Si è chiuso solo pochi giorni fa, con una dura condanna, il primo atto giudiziario relativo all’aggressione al Centro immigrati di Sulmona avvenuto nel giugno dell’anno scorso, quando un 23enne del...
Si è chiuso solo pochi giorni fa, con una dura condanna, il primo atto giudiziario relativo all’aggressione al Centro immigrati di Sulmona avvenuto nel giugno dell’anno scorso, quando un 23enne del Gambia (nella foto) rimase ferito. Nicola Spagnoletti, 47 anni, originario di Arezzo, è stato condannato a sei anni di reclusione per tentato omicidio ai danni di un giovane ospite gambiano del Centro immigrati di Sulmona, adesso chiuso perché inagibile. Così come aveva chiesto il sostituto procuratore Stefano Iafolla, che aveva ritenuto Spagnoletti un semplice esecutore che quel giorno si era trovato nel centro immigrati quasi per caso, il giudice ha escluso l’aggravante razziale che però rimane in piedi per l’altro imputato Serafino Di Lorenzo. Spagnoletti infatti in sede di udienza preliminare aveva chiesto e ottenuto di definire la sua posizione con il rito abbreviato, mentre il sulmonese Serafino Di Lorenzo, difeso nel procedimento giudiziario dall’avvocato Alberto Paolini, ha scelto il rito ordinario. Va avanti, invece, il procedimento giudiziario nei confronti di Di Lorenzo ritenuto dalla Procura, il vero ideatore e artefice dell’irruzione al Centro immigrati. Per lui infatti e solo per lui, il sostituto procuratore Stefano Iafolla oltre all’accusa di concorso in tentato omicidio ha mantenuto intatta l’aggravante dell’odio razziale. A incastrare Di Lorenzo i tanti messaggi postati sulla sua pagina Facebook in cui scrive delle frasi denigratorie e degli aggettivi molto pesanti nei confronti degli ospiti del Centro di accoglienza. I fatti risalgono alla sera del 12 giugno del 2018, quando Spagnoletti e Di Lorenzo salirono al terzo piano dell’edificio in corso Ovidio, che ospitava il Centro immigrati, minacciando gli ospiti presenti. Di Lorenzo aveva motivato l’irruzione con il fatto che nel centro si spacciasse droga che gli immigrati, sempre a detta del 40enne sulmonese, avrebbero ceduto anche a una minorenne di sua conoscenza. Gli immigrati, sentendosi in pericolo, reagirono registrando anche un video e nel corso dell’accesa discussione un 23enne del Gambia venne colpito con un coltello al fianco sinistro. Un colpo che per il medico legale poteva anche uccidere.

