Assegnati 20 milioni al borgo di Calascio: «Piano per il turismo»

26 Maggio 2023

Dalla valorizzazione del castello all’arrivo di nuove imprese Baldi: «Qui nati 3 bimbi in 15 anni, invertiremo la tendenza»

CALASCIO. C’è anche Calascio, nel cuore del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, tra i 250 borghi più belli d’Italia che il ministero della Cultura intende aiutare nel processo di riqualificazione. Al piccolo centro, con il castello più fotografato d’Italia, sono stati assegnati 20 milioni di euro, come vincitore del bando Attrattività dei borghi, finanziato dal Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza). Calascio l’ha spuntata su altri 16 borghi abruzzesi che hanno presentato la candidatura, non senza qualche difficoltà. Solo nei mesi scorsi, infatti, dopo una lunga battaglia legale, il Tar ha archiviato sia il ricorso del Comune di Castelli che quello di Lama dei Peligni riconoscendo la correttezza e la regolarità con cui la commissione ha scelto Calascio quale progetto vincitore. Un progetto incentrato sulla rigenerazione culturale e sociale di tutto il territorio, con un respiro nazionale ed europeo. «Calascio nel tempo è diventato molto conosciuto ed è molto frequentato, mentre quando sono arrivato circa trent’anni fa il turismo non esisteva, col tempo si è sviluppato», ha commentato il sindaco Paolo Baldi.
Nel progetto ci sono varie linee, alcune rivolte alle imprese locali, allo sviluppo delle attività tradizionali, come la pastorizia, poi ci sono delle linee rivolte allo sviluppo turistico, come l’albergo diffuso, e servizi al turismo, oltre a iniziative rivolte alle attività culturali.
«Tre filoni che messi insieme dovranno rigenerare questo luogo e far sì che la tendenza che ancora oggi c’è all’abbandono e allo spopolamento si inverta e che nascano nuove imprese. Adesso abbiamo un tavolo tecnico condiviso con la Regione Abruzzo per portare avanti un progetto che il Comune da solo non potrebbe realizzare», ha detto il sindaco. L’obiettivo è far sì che questo progetto sia lasciato in eredità, amministrazione dopo amministrazione. «È come se fosse una start up: cioè è un investimento fatto apposta perché l'abbandono finisca e si inverta la tendenza, nascano delle nuove imprese e vengano dei nuovi residenti. A Calascio», ha concluso Baldi , «negli ultimi 15 anni sono nati tre bambini, questo è un segnale molto negativo. Il progetto, infatti, prevede che questa tendenza venga invertita e si vada verso un nuovo sviluppo».
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