Assegni non dovuti, altra denuncia

4 Settembre 2014

Pensionato affitta la casa in nero agli studenti e prende 35mila euro di autonoma sistemazione, ora è nei guai per truffa

L’AQUILA. Non passa giorno ormai che non vi sia notizia di una denuncia penale a carico di una o più persone nell’ambito delle provvidenze post-terremoto. Episodi che gettano ombre sulla condotta di alcuni aquilani che, secondo le accuse, hanno approfittato della situazione per proprio tornaconto personale. Tra omissioni, false dichiarazioni, artifizi documentali, la casistica dei raggiri ai danni degli enti pubblici – aventi per oggetto i soldi destinati in certi casi alla ricostruzione, in altri, in maniera più specifica, all’assistenza alla popolazione – si arricchisce continuamente di nuovi scenari.

Stavolta sono i carabinieri ad aver portato a termine una complessa attività di indagine al termine della quale hanno denunciato un pensionato di 70 anni a carico del quale si ipotizza il reato di truffa aggravata per indebito conseguimento di erogazioni pubbliche.

«Anche a distanza di più di 5 anni dal noto sisma», scrivono i carabinieri, «continuano ininterrottamente i controlli per stanare coloro che hanno goduto e continuano a godere, indebitamente, di ogni tipo di beneficio a seguito del terremoto del 6 aprile 2009. Ancora una volta, vengono alla luce situazioni a dir poco sconcertanti di persone che, senza il minimo senso civico, continuano a speculare sulle spalle di coloro che, di contro, con il terremoto, hanno perso veramente tutto: casa, lavoro e familiari».

L’attività investigativa ha permesso di deferire alla Procura della Repubblica un 70enne pensionato aquilano.

In particolare, come sostiene l’accusa, «l’uomo, al fine di conseguire l’attribuzione del contributo per l’autonoma sistemazione, simulava di mantenere abituale dimora all’epoca del sisma presso l’indirizzo di propria residenza, mentre invece, stabilmente, dimorava unitamente ai familiari in altro comune del cratere. Inoltre, affittava in nero l’abitazione di residenza a studenti, senza effettuare le previste comunicazioni all’Agenzia delle Entrate. Tale dichiarazione induceva in errore il Comune che così erogava indebitamente, in suo favore, la somma complessiva di 35mila euro circa».

Nei giorni scorsi la Guardia di Finanza aveva denunciato una donna di 33 anni, accusata di aver acquistato una casa al mare a Pescara (poi sequestrata) come abitazione sostitutiva in luogo di quella danneggiata dal terremoto, nella quale perse la vita uno studente universitario. I finanzieri sostengono che la donna, al fine di ottenere i contributi post-sisma, abbia prodotto false dichiarazioni in relazione al suo effettivo domicilio, che non sarebbe stato quello della casa danneggiata ma un altro. L’edificio crollato, invece, era stato affittato agli studenti. La somma indebitamente percepita, in questo caso, è pari a oltre 170mila euro.

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