Assegno rubato, una condanna

27 Febbraio 2016

Due anni (pena sospesa) a un campano che tentò di incassarlo

L’AQUILA. Prova a cambiare in banca un assegno da 40mila euro di provenienza sospetta, ma il cassiere dell’istituto di credito avvia la procedura per bloccare il titolo. A quel punto scatta un’indagine da parte dei carabinieri che individuano due persone che finiscono entrambe imputate in un procedimento penale con l’accusa di tentata ricettazione. Parte offesa nel procedimento una ditta che si occupa della distribuzione del gas.

Ieri pomeriggio il giudice Giuseppe Grieco ha condannato a due anni di reclusione e 500 euro di multa (pena sospesa) il campano Pietro Crispino, di 55 anni, originario di Dragoni (Caserta). L’imputato dovrà pagare le spese processuali e i danni alla parte civile che si è costituita nel processo. Assolto, invece, l’altro imputato. Si tratta del figlio, Andrea Amedeo Crispino, di 28 anni, il quale è stato riconosciuto estraneo ai fatti contestati.

La vicenda trattata nel processo risale a sei anni fa. Nel corso del procedimento i due imputati sono stati assistiti dagli avvocati Antonello Carbonara e Danilo Iannarelli.©RIPRODUZIONE RISERVATA