Assenteismo in tribunale, due condanne

Quattro anni ai funzionari giudiziari accusati anche di avere aiutato un’aspirante avvocatessa a superare l’esame
L’AQUILA. Due ex funzionari degli uffici giudiziari sono stati condannati per assenteismo e per avere tentato di aiutare un’aspirante avvocatessa a superare col trucco l’esame di abilitazione professionale. Tentativo che non andò a buon fine.
Cade l’accusa più clamorosa, ovvero quello di aver confezionato permessi a vantaggio di detenuti all’insaputa del giudice di sorveglianza.
Il tribunale, dunque, ha condannato Luigina Oddi, 44 anni, di Trasacco, a 4 anni e dieci mesi di reclusione mentre a Paolo Di Benedetto, 43 anni, di Sulmona, sono stati infllitti quattro anni. Assolti i presunti beneficiari dei permessi redatti in modo illecito, secondo accuse non provate: Ferdinando De Silva e Roberto De Silva entrambi residenti ad Avezzano. Si tratta di accuse mai contestate a Di Benedetto.
Le richieste del pm Stefano Gallo, che probabilmente appellerà questa sentenza, erano state molto pesanti: sei anni e mezzo per la Oddi, quattro anni per Di Benedetto e cinque anni per i due De Silva. Sotto processo con simili contestazioni si trova anche Paola Oddi, dipendente della Regione, di Trasacco, 52 anni, ma il processo a suo carico è saltato per omessa notifica. Sarà giudicata in un nuovo processo che si terrà il 2 marzo 2017 davanti a un altro collegio.
La Oddi e Di Benedetto, dunque, erano accusati di tentato abuso di ufficio. Lei nella veste di addetta alla vigilanza per le prove di avvocato consigliò alla candidata che volevano aiutare di portare un cellulare da nascondere nelle scarpe e l’attese al varco per farla entrare omettendo il controllo. Poi, sulla scorta di informazioni prese da Di Benedetto tramite l’ufficio informatico della Corte d’appello dove all’epoca lavorava, consegnò la traccia dell’esame alla Oddi che poi la dette all’aspirante avvocatessa.
Quanto all’assenteismo, secondo l’accusa, tramite manipolazioni di natura informatica da parte di Di Benedetto, venivano attestati degli orari di uscita della Oddi dagli uffici di Sorveglianza, non conformi al vero. Poi, sempre gli stessi imputati, avrebbero fatto in modo da falsificare gli orari di ingresso e uscita di un altro addetto della Sorveglianza che è stato già condannato tempo addietro tramite patteggiamento. I permessi finalizzati a consentire l’uscita illecita dal lavoro sono state decine con grave danno per l’amministrazione. Gli imputati, compresi quelli che hanno patteggiato, sono stati incastrati da un serie di intercettazioni disposte dalla Guardia di finanza.
Nel corso del processo gli imputati sono stati assistiti dagli avvocati Antonio Milo e Stefano Guanciale.
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